GennaioCampiglione di Fermo, lì 20 gennaio 2020

Sta per finire anche questa giornata di lavoro. Oggi sono stata nello studio di Campiglione. Ho incontrato una famiglia che vorrebbe presentare un piano del consumatore. Ho detto che avrei esaminato i documenti, ma la vedo dura. Ho poi incontrato alcuni clienti per la consegna di alcuni documenti e un imprenditore, Mattia, che mi ha chiesto informazioni sul trattamento fiscale della vendita della sua auto e sull’acquisto di una nuova.

Innanzitutto gli ho ricordato che quando parliamo di cessione di un veicolo aziendale (auto, motocicli, ciclomotori) , dobbiamo andare a vedere sia quanta IVA dobbiamo indicare nella fattura di vendita, sia porci il problema sull’eventuale plusvalenza che avrebbe realizzato. Ho comunicato a Mattia che la norma da prendere in considerazione è l’articolo 19-bis.1 del DPR n 633/72. La base imponibile su cui applicare l’IVA varia in relazione all’imposta effettivamente detratta all’atto dell’acquisto del veicolo. Dal 2007 infatti la detraibilità IVA sui veicoli stradali e le relative spese è possibile nella misura del 40% quando gli stessi non siano utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività d’impresa.

Per fargli comprendere ancora meglio il trattamento Iva, ho preso in mano il Testo Unico Iva e abbiamo letto insieme l’articolo 19-bis.1 del DPR n 633/72: “l’imposta relativa all’acquisto o all’importazione di veicoli stradali a motore […] è ammessa in detrazione nella misura del 40% se tali veicoli non sono utilizzati esclusivamente nell’esercizio dell’impresa, dell’arte o della professione“.

Se l’IVA è stata integralmente detratta all’atto dell’acquisto del veicolo Aziendale, il corrispettivo della cessione è integralmente imponibile ai fini IVA. Il corrispettivo rimane soggetto ad aliquota IVA ordinaria.
Se invece l’IVA non è stata portata in detrazione in nessuna misura (es. medici, agenti di assicurazione, imprese funebri, ecc) allora al momento della cessione del veicolo non deve essere applicata l’IVA.

La descrizione da indicare in questo caso in fattura è: “operazione esente, in ai sensi dell’articolo 10, n. 27-quinqies DPR n. 633/72″

Se invece l’IVA sul veicolo è stata parzialmente detratta, ho indirizzato Mattia a leggere con me l’articolo 13, comma 5, del DPR n 633/72: “Per le cessioni che hanno per oggetto beni per il cui acquisto o importazione la detrazione è stata ridotta ai sensi dell’articolo 19-bis.1 o di altre disposizioni di indetraibilità oggettiva, la base imponibile è determinata moltiplicando per la percentuale detraibile ai sensi di tali disposizioni l’importo determinato ai sensi dei commi precedenti”

Poiché dal 2001 ad oggi si sono succedute diverse percentuali di indetraibilità dell’IVA sugli acquisti di autovetture, ho chiesto a Mattia che occorre prendere sulle mani il libro dei cespiti ammortizzabili per andare a verificare quanta Iva è stata portata in detrazione al momento della registrazione della fattura di acquisto del veicolo.

L’importo della cessione dell’auto deve essere suddiviso e cosi esposto in Fattura:
Importo soggetto ad IVA nella misura ordinaria. La base imponibile è ridotta nella misura in cui sia stato possibile operare detrazione al momento dell’acquisto o come rettificata da eventuale istanza di rimborso;

La quota residua è considerata “Fuori campo IVA, ex articolo 13, comma 5 del DPR n 633/72“.

Ho chiesto anche a Mattia se all’epoca dell’acquisto dell’autovettura lo avesse fatto da un privato, perché in questo caso saremmo rientrati in un altro regime ancora, che è quello del Margine. Mattia mi ha risposto ricordandomi che lui acquista sempre auto nuove dai concessionari. Ho evitato quindi di parlargli di questo particolare regime.

Infine, quanto alla plusvalenza, gli ho detto che avremmo dovuto anche in tal caso verificare il valore civilistico del veicolo (cioè l’acquisto deducile fiscalmente al netto degli ammortamenti) e calcolare le imposte da versare sul “guadagno” (ossia sulla plusvalenza), per la quale si procede alla relativa tassazione nei modi ordinari in unica soluzione o avvalendosi della rateizzazione per quei beni posseduti da almeno tre anni.

Mi ha chiesto di metterlo in contatto con una mia collaboratrice per aiutarlo a redigere la fattura di vendita, anche se ero certa di aver spiegato molto bene.

Mattia a quel punto mi ha detto che gli era tutto piuttosto chiaro, ma che aveva paura di sbagliare……noi poveri italiani!!

E’ ora di tornare a casa.

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Diario di:
una Dott. Comm.
Campiglione di Fermo:
20/01/2020
Hashtag:
#cessione #autoaziendale #applicazioneiva #iva #testounico

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