DicembreMacerata, lì 02 dicembre 2020

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“La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta.

…a volte piovono dal cielo

Si sa che noi genitori pensiamo sempre al bene dei nostri figli, specialmente al loro futuro. Cerchiamo di accompagnarli lungo il cammino, dandogli i consigli che riteniamo più giusti in base alle nostre esperienze.

E proprio ora che si avvicina il Natale, può capitare che gli si dia in regalo una busta con i soldi da mettere nel salvadanaio.

A questo punto ci chiediamo: un regalo di denaro, che sia contante o meno, oppure una donazione ricevuta da un genitore costituisce reddito?

REGALIE COSPICUE

Da un punto di vista della tassazione, donazioni sia piccole che di dimensioni considerevoli di denaro, non costituiscono reddito ai fini IRPEF, dunque non si è obbligati a inserirli in dichiarazione dei redditi…dunque non sono tassati.

Per non destare troppa attenzione inoltre sarebbe meglio che la donazione venisse erogata mediante bonifico o assegno bancario indicando nella causale la natura dell’importo (regalo/donazione).

Eventualmente per cifre più basse – mi raccomando sotto € 2.000,00 secondo le ultime direttive sulla limitazione alla circolazione del contante!! – è possibile passare per il contante ma sono del parere che per evitare che

L’OCCHIO INDISCRETO DEL FISCO CADA SU DI NOI

è meglio evitare di usare i soldi cash di questi giorni…sarebbe un’inutile perdita di tempo dover spiegare la natura del regalo, se non addirittura provarlo nell’atto pratico.

Detto ciò, sebbene da un lato non ci sia bisogno di indicare la donazione ricevuta nel 730, occorre tener presente che c’è comunque un’imposizione indiretta da considerare.
Parlo dell’imposta di registro e delle imposte di bollo che per tutti gli atti di donazione devono essere versati.

IMPOSTA SULLE DONAZIONI

L’imposta da versare sulle donazioni dipende dall’ammontare donato e rimane in capo a chi lo riceve.

Ad esempio se si donasse un importo superiore a 100mila euro l’imposta di registro da pagare si attesta al 6% calcolato su tutto il valore della donazione.
Questo se il beneficiario risulta essere:

  • un fratello o una sorella;
  • un parente entro il quarto grado;
  • di un affine in linea collaterale entro il terzo grado – per saperne di più sulla differenza tra parenti e affini è possibile consultare il diario di qualche settimana fa che ne chiarisce il significato.

Trattandosi invece di un soggetto diverso da quelli indicati, l’imposta di registro sale all’8%.

Oltre a quanto già indicato non sono richiesti altri costi aggiuntivi da versare, a meno che non si parli di un trasferimento di immobili – e lì occorrerà pagare il passaggio di proprietà, ma questa è un’altra storia.

IN MEMORE EST

Ultima casistica è se non si sa o se ci si è completamente dimenticati di pagare l’imposta. Non bisogna assolutamente preoccuparsi che c’è il Fisco a ricordarcelo! In questo caso si attiverà il ravvedimento operoso sulle imposte di donazione per il quale il soggetto dovrà versare la tassa più gli interessi maturati in base ai giorni di ritardo del pagamento.

Chiudo con un ultimo consiglio: prima ce ne accorgiamo, meglio è; prima si versa e meno elevata sarà la sanzione o gli interessi applicati all’imposta.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
02/12/2020
Hashtag:
#donazione #genitori #figli #reddito

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Le indicazioni che troverete in questo sito non possono essere considerate consulenze professionali, ma semplicemente la trattazione di una normativa o di un caso di studio specifico.

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