DicembreMacerata, lì 03 dicembre 2020

“Ma è una regola invariabile che, più una persona è forte, più forti sono le sue debolezze. È un principio di compensazione che agisce universalmente.

…chiudersi dentro

Nel mondo anglosassone è conosciuto sotto altre spoglie – di maggior uso il termine curfew al di fuori dell’ormai diffuso utilizzo della parola lockdown-, noi lo conosciamo con il sostantivo

COPRIFUOCO

ad intendere il divieto di uscita in certe ore del giorno, abitudine che oramai abbiamo imparato a conoscere e accettare, più o meno, come parte della nostra quotidianità.

In quest’anno bisestile ci siamo visti passare molti episodi di sventura che potrebbero benissimo entrare a far parte della serie romanzata di Lemony Snicket…

UNA SERIE DI SFORTUNATI EVENTI!

Tra temporali devastanti, terremoti e ora pure il Coronavirus, non so cosa possa mancarci più.

Ma perché si usa proprio la parola “coprifuoco”? Cosa ha a che vedere il fuoco con il verbo coprire?

La sua nascita discenderebbe dall’epoca medioevale quando veniva imposto lo spegnimento dei lumi cittadini durante le ore notturne per evitare che potessero scoppiare degli incendi.

A quel tempo si soleva attendere il rintocco di una campana o il suono di una tromba per capire quando fosse giunta l’ora di spegnere ogni fuoco.

Ancora di più il termine è entrato nell’uso comune ad indicare l’intento di controllare e proteggere la popolazione in tempi di guerra, in base agli obiettivi dell’autorità.

In questi casi chiunque non avesse avuto un permesso speciale doveva rimanere presso la propria abitazione per evitare di incorrere in sanzioni. Quest’ultima versione sembra la più vicina a quello che sta accadendo attualmente con il virus.

Più recentemente l’espressione coprifuoco è stata utilizzata durante la Seconda Guerra Mondiale per ridurre il rischio di essere bombardati, non necessariamente durante la notte.

Leggendo la spiegazione nel dizionario si parla di divieto straordinario di uscita anche se quella che stiamo vivendo ora sembra essersi tramutata in qualcosa di abituale, ben più stringente e duraturo di quello illustrato.

DAL DIVIETO DI USCITA AL BLOCCO DELLE ATTIVITA’

Da quello che abbiamo sperimentato questo intero anno, direi che tra coprifuoco e lockdown c’è di mezzo un oceano…non è possibile paragonare un semplice divieto di uscita con misure di totale arresto delle attività e di isolamento in uno luogo specifico.

È probabile che in tempi come questi, se non fosse stato per la pandemia attuale, il coprifuoco ce lo saremmo dimenticato e forse non lo avremmo mai conosciuto.

Spero solo che finisca presto e che si possa tornare a godere della vita, visto che è già piuttosto breve…

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
03/12/2020
Hashtag:
#coprifuoco #definizione

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Le indicazioni che troverete in questo sito non possono essere considerate consulenze professionali, ma semplicemente la trattazione di una normativa o di un caso di studio specifico.

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