OttobreMacerata, lì 06 ottobre 2020

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“Insegnate al vostro allievo ad amare tutti gli uomini, anche quelli che disprezzano i loro simili; fate in modo che non si rinchiuda in nessuna classe sociale, ma si ritrovi in tutte; dinanzi a lui parlate del genere umano con tenerezza, con pietà, ma giammai con disprezzo. O uomo, non disonorare l’uomo.

…legami familiari

Una domanda che mi è stata recentemente posta riguarda la distinzione tra due tipologie di vincoli familiari che costituiscono il nostro albero genealogico e che sono rilevanti ai fini dell’esecuzione di determinate pratiche fiscali e notarili.

Per questioni che ora non sto a spiegare – per non dilungarmi troppo nella questione che di per sé è già contorta – si cerca di ricostruire l’albero genealogico della famiglia di Vittorio.

Il punto cruciale di tutta questa situazione è capire due termini: affini e parenti.

Quando leggiamo “affini fino al 3° grado” cosa vorrà dire?

UN PUNTO SULLA QUESTIONE

Iniziamo dal primo termine:

quando ci si riferisce alla parola “parentela” si vuole indicare il vincolo che lega due persone da un rapporto di discendenza diretta da uno stesso stipite e che pertanto sono tra loro consanguinei.

Quindi il vincolo di parentela intercorre ad esempio tra padre e figlio oppure tra il nonno e la nipote.

L’affinità, invece, concerne il rapporto che lega un coniuge e i parenti dell’altro coniuge – i suoceri in pratica. Di conseguenza ne deriva che anche i parenti di un coniuge risultano affini con l’altro coniuge (cognati, nuore ecc).

Come per la parentela anche per l’affinità vi sono dei gradi che risultano esattamente identici al grado di parentela del coniuge con l’affine stesso. Quindi se si è parenti di 2° grado ad esempio, anche l’affinità sarà di 2° grado, per capirci.

Ora aggiungo un altro tassello cercando di non mettere troppa carne al fuoco….i coniugi degli affini NON risultano affini tra loro. Quindi i mariti di due sorelle non sono affini perché non sussiste un rapporto di parentela stretta.

FACCIAMO UN PO’ DI ORDINE

All’atto pratico, ecco uno schemetto che forse può chiarire ancora meglio le idee.

A e B sono marito e moglie.
Papà1 e Mamma1 sono i genitori di A mentre Papà2 e Mamma2 sono i genitori di B.

Ciò implica che Papà1 e A sono parenti in linea retta di grado primo, in quanto padre e figlio, il che significa che B e Papà1 sono affini in linea retta di primo grado e anche A con Mamma2 c’è un’affinità di primo grado perché Mamma2 e B sono legati da parentela di primo grado, in quanto madre e figlia.

Proseguiamo con un altro scalino…

Nonno1 è nonno di A. Essendo nonno e nipote ciò equivale a dire che Nonno1 e A sono parenti in linea retta di secondo grado.

C invece è fratello di A ed essendo parenti in linea collaterale di secondo grado anche per B il vincolo di affinità sarà di secondo grado.

Quando allora non c’è affinità?

Tra B ed E non esiste alcun tipo di vincolo perché non sussiste alcun rapporto di parentela in senso stretto.

ESTINZIONE DEL VINCOLO

La peculiarità del vincolo di affinità non si estingue neanche con la morte del coniuge, anche in assenza di figli, come indica l’articolo 78 comma 3 del codice civile. Cessa invece nel caso in cui il matrimonio viene dichiarato nullo.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
06/10/2020
Hashtag:
#differenze #parenti #affini #chiarimenti

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