OttobreMacerata, lì 07 ottobre 2020

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“Non esisteva vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.

…fuori uno

Nella vita di un’azienda può accadere che tra i soci ci siano disaccordi e a volte si finisce per usare le maniere forti

Un esempio è l’esclusione del socio, una manovra che mette fine al legame tra socio e società. L’esclusione del socio nella società viene disciplinato nella parte dedicata alle società semplici ma è possibile applicarla anche nel caso di una società in nome collettivo.

RAGIONI DELL’ESCLUSIONE

L’estromissione potrebbe derivare dall’esercizio del potere disciplinare della società nei confronti del socio, per inadempimento degli obblighi contrattuali o da impossibilità sopravvenuta di esecuzione del conferimento.

Stando a quanto ci racconta l’articolo 2286 del codice civile che tratta questo tema, il provvedimento può dipendere sia da elementi di natura contrattuale che di natura organizzativa.

Di conseguenza sono considerate due tipologie di esclusione:

  • quella facoltativa secondo cui la decisione di escludere il socio discende dalla presa di decisione degli altri soci oppure direttamente dalla legge. Tale procedura si espleta in forma libera poiché sono i soci a decidere se procedere o meno;
  • quella di diritto dove l’estromissione avviene in forma automatica.

QUANDO RISCHIAMO DI CADERE

Le motivazioni dietro l’esclusione sono molteplici tra le quali possono emergere delle gravi inadempienze riguardo obblighi normativi non rispettati o relative alla mancata osservazione del contratto sociale.
Oppure il socio, a seguito di una condanna a una pena, può essere interdetto anche temporaneamente.
Altra possibilità deriverebbe dall’impossibilità di eseguire il conferimento per una causa a lui non imputabile.

In società costituite da sole due persone, l’esclusione viene indetta dal Tribunale su richiesta dell’altro socio. Negli altri casi, in cui il numero di soci è superiore a due, la decisione viene presa dalla maggioranza dei soci anche a completa insaputa del socio.

Una volta presa la decisione l’esclusione ha effetto nei 30 giorni successivi, periodo durante il quale il socio in questione può esercitare il suo diritto di opporsi facendo appello al tribunale.

SI COMUNICA CHE…

Nella comunicazione di esclusione inviata al socio, le motivazioni a supporto della decisione finale devono essere indicate in maniera completa. Questo per consentire al socio di difendersi adeguatamente e di reperire le prove necessarie che possano essergli utili.

Non sono valide comunicazioni in forma orale o indiretta ma solo avvisi depositati con raccomandata, notifica dell’ufficiale giudiziario o citazioni in giudizio.

LIQUIDAZIONE DELLA QUOTA

Ora che si è stabilito che il socio oramai non fa più parte della società, non avrà più alcun diritto sulla partecipazione agli utili o alle perdite. Tuttavia ciò che gli spetta di diritto è la ricezione di una somma corrispondente al valore della propria quota.

Ciò significa che il socio escluso non può pretendere la restituzione di beni da lui conferiti né quelli in godimento finché la società resta in piedi, anche se inclusi nel patrimonio sociale.

Per quanto riguarda il calcolo dell’ammontare da liquidare, l’articolo 2289 del codice civile ci informa che:

“La liquidazione della quota è fatta in base alla situazione patrimoniale della società nel giorno in cui si verifica lo scioglimento”.

Per cui chiudendo questa pagina la valutazione della situazione patrimoniale in base al valore effettivo dei beni e non quello che risulta dall’analisi del bilancio, prendendo in considerazione anche della consistenza dell’avviamento dell’azienda sociale.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
07/10/2020
Hashtag:
#interdizione #esclusione #socio #azienda #cause

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