DicembreMacerata, lì 09 dicembre 2020

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“La misura di quanto la vita pretende da te sta solo nella tua forza. E la tua eventuale impresa: non aver disertato.

…depennare dalla lista

In questi giorni sono un po’ turbata dall’andamento delle cose in Italia. A malapena ascolto i telegiornali ma per quel poco che ascolto e che leggo vedo che la situazione non è tanto rosea.

A qualcuno potrebbe balenare una domanda da porre direttamente agli autorevoli vertici europei:

Non si potrebbe passare con la cancellazione del nostro debito pubblico?

Magari non proprio tutto…solo la parte in eccesso generata durante questo periodo di pandemia per evitare che i conti esplodano.

Sembrerebbe cosa facile eppure la questione è ben più complessa che premere il tasto DEL della nostra tastiera.

LA RISPOSTA È SI MA…SERVE LA VOLONTA’

Diciamo che la BCE si è già messa in moto verso una politica monetaria che supporti le politiche espansive degli Stati. Si pensi ad esempio alla presenza di tassi zero e alle politiche monetarie ultra espansive come l’introduzione di meccanismi di intervento da parte delle banche centrali per aumentare la circolazione di moneta acquistando titoli di stato come il Quantitative Easing o il Pepp.

Il risultato di queste azioni ha fatto sì che la Banca d’Italia detenesse una notevole parte del nostro debito pubblico, valore che entro il prossimo anno si vedrà crescere ulteriormente fino a raggiungere i 700 miliardi.

MISSION (IM)POSSIBLE?

In verità la BCE potrebbe dissipare il debito pubblico e anche contabilmente non cambierebbe nulla. Questo perché, come in una qualsiasi scrittura contabile, la BCE segna un valore nella sezione “passivo” alla quale dovrà corrispondere un uguale valore in attivo pari a quello dei titoli acquistati.

A questo punto se l’attivo venisse cancellato la conseguenza sarebbe che il patrimonio della BCE andrebbe in negativo.

Quindi che si fa? Si rimane punto e a capo

Una strada che vediamo emergere invece è quella di ritoccare il debito a fine pandemia, quando si potrà avere un quadro più chiaro della situazione.

Prolungare i tempi di detenzione dei titoli di stato e allungandone la data di scadenza, sarebbe una strada pensabile per far sì che i conti di un Paese possano respirare ed evitare che le casse si impoveriscano tutte in una volta.

Quello che accade infatti è che quando i titoli di uno Stato, titoli che sono stati sottoscritti dalla BCE, vanno in scadenza succede che la Banca centrale emette una cedola da pagare, dopodiché ricompra titoli dello stesso Stato così da attivare un meccanismo di reinvestimento.

ALTRE POSSIBILI VIE

Un’altra possibilità che si è prospettata riguarderebbe l’opzione per le banche centrali di cedere una parte del debito contratto con altre istituzioni europee, ricorrendo ipoteticamente ad altre forme di titolo.

A questo punto la BCE potrebbe ripartire parte dei titoli – e dunque riallocare il debito sovrano – all’interno del mercato dei titoli di debito esistenti a livello comunitario che la stessa Commissione ha creato per finanziare fondi come il fondo SURE e il Recovery Fund.

Per farla breve i titoli di debito sovrano ceduti dalle banche centrali a organizzazioni quali il famoso MES potrebbe essere una soluzione di mezzo al problema che si sta ponendo.
In questo modo i titoli ceduti continuerebbero a mantenere una loro garanzia delle banche centrali nazionali senza che venga trasferito alcun rischio.

Per concludere diciamo che una cancellazione completa del debito pubblico generato dagli Stati membri in questi mesi risulterebbe troppo complessa e non sembrerebbe affatto una soluzione realizzabile dato che andrebbe contro anni di trattati.

Stasera finalmente mi rilasso un po’ sul divano degustandomi una nuova tisana alla liquirizia che ho trovato in erboristeria…io adoro la liquirizia….ci sarà un perché?

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
09/12/2020
Hashtag:
#bce #debitopubblico #cancellazione

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