GennaioMacerata, lì 10 gennaio 2020

Che dire! Le persone a volte sono strane…oppure forse lo sono io!

A volte, senza neanche conoscerti, vengono lì vicino a te e all’improvviso ti chiedono delle cose impensabili , che ti lasciano completamente sbigottito. Magari non tanto per la domanda in sé quanto per il modo in cui avviene la cosa. Per esempio, mi trovavo a pranzo con alcuni collaboratori in un locale in centro e stavamo discutendo del più e del meno, delle tante pratiche da completare in studio e delle scadenze da rispettare. Nel momento in cui sono andata a pagare alla cassa mi si avvicina un signore – a cui non ho chiesto neanche il nome tanto mi aveva sorpreso- e mi chiede:

“Scusi lei, che ne pensa dei buoni pasto elettronici? Vorrei saperne di più per la mia azienda … sa c’è un po’ una diatriba tra chi vorrebbe adottare quelli cartacei e chi invece preferirebbe quelli elettronici. Mi scusi sa, ma ero vicino al suo tavolo e ho capito che lei è una commercialista!”

Benché sorpresa del modo in cui fosse avvenuto il tutto, mi sono ripresa e gli ho risposto velocemente spiegandogli alcune differenze tra le due tipologie di buoni.

Il buono è uno strumento utilissimo per le aziende che li impiegano, permettendo ai propri dipendenti di poter usufruire di un pasto presso strutture convenzionate, in sostituzione alla mensa che non tutti hanno. Sono utilizzabili tutti i giorni lavorativi comprese domeniche e festivi.

Le aziende possono tranquillamente scegliere tra due tipologie di buoni (cartaceo o elettronico) che si differenziano in termini di esenzione fiscale, in quanto seguono una normativa specifica presumendo una tassazione conveniente, una soglia massima giornaliera diciamo tax free.

A seconda della tipologia sono previste delle differenze fiscali: per i buoni cartacei il limite di esenzione è di € 4. L’importo in eccesso viene tassato secondo le prescrizioni ordinarie. Per i buoni di tipo elettronico invece la soglia di esenzione per i buoni elettronici è pari a € 8.

Ciò che distingue il buono pasto elettronico da quello cartaceo è che sono dematerializzati, si possono utilizzare tramite una semplice app, il tutto avviene in modalità tracciata.

I costi dei ticket pasto sono ottimi perché interamente deducibili per le aziende e detraibile ai fini IVA del 4%, in quanto servizio di somministrazione alimenti e bevande.

Non è che a me piacciono di più o di meno, è che lei va a dedurre un importo più alto se utilizza quelli elettronici! – esordisco….

Ecco qua una spiegazione più che risoluta! Il tipo mi ha guardata con occhi un po’ spalancati e mi ha detto la sua, che non era giusta tutta questa cosa dell’elettronica…..e la fattura elettronica….e il buono pasto elettronico… Lui dice di essere uno all’antica e che così perde il controllo della sua azienda!

Gli ho sorriso e gli ho detto, piegando le spalle: “In un certo senso lei ha pure ragione, ma sa la tecnologia avanza! E non avremmo tutto quello che abbiamo se non fosse così!”

E lui mi risponde ancora dicendomi: “Meglio, io guadagnavo di più quando non c’era tutta questa tecnologia!”.

Beh, avrà pure ragione lui!

Quasi non mi ha nemmeno ringraziato, pensando che io in qualche modo sostenessi quella che per lui è la diavoleria della tecnologia!

Se vuoi sapere come far ripartire la tua attività in tempi di crisi manda un whatsapp al numero 379 1186047, una mia collaboratrice ti richiamerà spiegandoti la mia strategia e come lo studio della crisi e dell’insolvenza mi ha insegnato a curare le aziende.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
10/01/2020
Hashtag:
#buonipasto #buonicartacei #buonielettronici #tassazione

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Le indicazioni che troverete in questo sito non possono essere considerate consulenze professionali, ma semplicemente la trattazione di una normativa o di un caso di studio specifico.

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