FebbraioMacerata, lì 12 febbraio 2020

Eccomi qua, anche questa sera mi ritrovo di fronte a queste pagine, per raccontare qualcosa della mia giornata

Ho appena scoperto che la mia cara cugina Cristina vuole aprire un fantastico Bed & Breakfast nel centro storico di un piccolo borgo marchigiano, in un condominio appena restaurato.

Ha già pensato di arredare il piano che ha acquistato, mancano solo alcuni passi prima di poter ufficializzare l’apertura. Oggi è passata al mio studio per avere tutte le informazioni del caso: come aprire, a chi chiedere l’autorizzazione, quali requisiti adempiere eccetera.

Le ho detto che il B&B si distingue dalle altre strutture perché non figura come un’attività di impresa, ma questo già lo sapeva. Non è necessaria né l’iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio né titolare di P.Iva. E’ configurata come un’attività ricettiva extralberghiera che non ha continuità nel tempo, aperta solo in alcuni periodi dell’anno – di norma non più di 60 giorni all’anno – svolgendo un servizio saltuario. A seconda del regolamento regionale presenta delle restrizioni in fatto di numero di ospiti massimi accettati e distanza dall’abitazione del proprietario (che deve risultare nel luogo di residenza del gestore).

L’autorizzazione per l’apertura del B&B viene concesso dal Comune per il periodo richiesto tramite una denuncia di inizio attività, dopo essersi accertato che tutti i requisiti siano stati adeguatamente verificati (sicurezza, tipo di attività e norme igienico-sanitarie). Essendo però situato all’interno di un condominio è necessario un ulteriore rispetto delle regole. Va verificato innanzitutto se nel regolamento contrattuale interno è prevista una limitazione all’apertura di un bed and breakfast, che vieti cioè al condomino di adibire l’immobile a usi diversi da quelli abitativi non stabili tipici del B&B. Ho invitato Cristina a controllare questo aspetto; qualora non vi sia alcun divieto sarà possibile avviare l’attività previa comunicazione all’amministratore condominiale che, in sede di assemblea, informerà tutti i condomini della decisione.

Dunque se si intende avviare un’attività ricettiva, come il Bed and Breakfast in un condominio, occorre rispettare alcune norme comportamentali e soprattutto consultare in prima battuta il bregolamento condominiale, punto di riferimento per capire se esistono vincoli alla possibilità di utilizzo del proprio immobile come struttura turistica.

L’ho pregata inoltre di contattare un tecnico, per verificare in Comune, che è l’ente a cui bisogna fare riferimento, la regolarità urbanistica di tutto, visto che poi dovremo denunciare il periodo di attività e quello di inattività della struttura, fornendo informazioni sui prezzi ed eventuali variazioni. L’arrivo e il periodo di soggiorno degli ospiti deve essere comunicato all’autorità di pubblica sicurezza e all’Ufficio Turistico (lo IAT).

La mia frasetta giornaliera, quella su cui poi medito la mattina successiva è:

“Il segreto risiede nel presente. Se presterai attenzione al presente, potrai migliorarlo”
(L’alchimista).

Se vuoi sapere come far ripartire la tua attività in tempi di crisi manda un whatsapp al numero 379 1186047, una mia collaboratrice ti richiamerà spiegandoti la mia strategia e come lo studio della crisi e dell’insolvenza mi ha insegnato a curare le aziende.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
12/02/2020
Hashtag:
#apertura #bedandbreakfast #b&b #condominio #inizioattivita #comune

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Le indicazioni che troverete in questo sito non possono essere considerate consulenze professionali, ma semplicemente la trattazione di una normativa o di un caso di studio specifico.

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