MaggioMacerata, lì 12 maggio 2020

“Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla”.

Da quanto sta accadendo è indubbio pensare che pur in questa situazione emergenziale ci siano degli obblighi a cui il datore di lavoro è chiamato a rispondere. Il Decreto n. 81 del 2008 del TU sulla tutela della sicurezza e della salute non è mai stato più vero.
L’imprenditore pertanto deve ricordare che ha la responsabilità di porre i propri lavoratori nelle condizioni più adeguate per prevenire e ridurre lo scoppio di una nuova crisi epidemica.

Ho ricevuto una e-mail da parte di un imprenditore alquanto preoccupato che mi ha chiesto di dargli alcuni consigli relativi al Documento di Valutazione dei Rischi, in particolare chiedeva se dovevano essere apportate modifiche data la nuova situazione emergenziale da cui stiamo lentamente uscendo.
Come cita anche l’art. 2087 del codice civile  gli ho ricordato come datore di lavoro egli ha il dovere di adottare tutte “le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica“,  senza dimenticare le ormai attuali procedure in materia di corretto perseguimento delle norme anti-Covid.

Occorre dunque operare un ragionamento sulla corretta formazione e informazione. Ciò significa che tu datore di lavoro rispondi sia come azienda che come garante sull’eventuale infortunio o malattia che colpisce il dipendente.
La responsabilità è evitabile solo se vengono predisposte tutte le regole atte a garantire la sicurezza del lavoratore.
Ora non ci si può più nascondere dietro la forza maggiore, il Covid è oramai un fatto più che mai noto.

A tal proposito è stata sollevata la questione di modifica del Documento di Valutazione dei Rischi, prospetto che contiene le tipologie di rischio presenti all’interno del contesto aziendale e le misure adeguate da adottare per proteggere la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, un documento obbligatorio per tutte le aziende che abbiano almeno un dipendente.

Il DVR può avere forma digitale o cartacea e deve contenere le informazioni relative a ciascuna impresa: dati anagrafici, numero di lavoratori, mansioni svolte, organizzazione del ciclo produttivo, organigramma dei responsabili della prevenzione e protezione, insieme ad una relazione di valutazione dei rischi presenti all’interno dell’ambiente lavorativo stimando i danni derivanti dall’accadimento di un dato evento traumatico.
Altri due elementi che non devono assolutamente mancare all’interno del documento sono il programma dettagliato delle procedure preventive di sicurezza (inclusa la modalità di utilizzo dei DPI) e un programma dedicato a interventi migliorativi per aumentare il grado di sicurezza.

Ma chi è responsabile del DVR? Il datore di lavoro che può decidere di delegare tale compito a un tecnico specializzato nella sicurezza sul lavoro.
Questo documento è utile per definire un piano di protezione e prevenzione allo scopo di eliminare le probabilità che accorrano eventuali situazioni dannose o pericolose.

Nella fase di redazione di tale documento sono chiamate diverse figure professionali che danno il loro contributo nell’assicurare il perseguimento degli obiettivi preventivi e di protezione. Innanzitutto è presente il Rappresentante dei Lavoratori che viene anticipatamente interpellato sul contenuto del DVR.
In secondo luogo vi partecipa il Medico Competente che contribuisce valutando i rischi specifici relativamente alla salute dei dipendenti e ha il compito di predisporre un protocollo di sorveglianza sanitaria facendo tutte le visite mediche del caso.

Infine  nella redazione del DVR c’è il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione che sostiene il datore di lavoro nella fase di analisi dei rischi contribuendo a stilare tutte le misure di protezione e prevenzione necessarie.

Per rendere il lavoro di predisposizione del DVR più agevole, le imprese possono fare uso del documento di valutazione dei rischi standardizzato, un modello appunto generico che non coincide esattamente con il contesto aziendale di riferimento, in quanto i macchinari posseduti e l’ambiente di lavoro non sempre si identificano con quelli esposti in un modello statico come questo. Oltretutto nel caso di ispezioni per casi di infortunio, non garantisce alcuna forma tutelativa.

Per questo si è creata una divisione tra correnti di pensiero, soprattutto ora che è sopraggiunto un altro pericolo. Il datore di lavoro ha la responsabilità di coprire i soli rischi professionali.
Ma quali sono esattamente i rischi professionali? Il Coronavirus può essere considerato tale?
Diciamo che il Covid può essere sia un rischio professionale (ad es. nelle realtà ospedaliere) che un rischio di tipo non professionale ma di tipo esogeno (ad es. in un’azienda manifatturiera).

Data questa diversità di posizioni sarebbe più utile garantire una maggiore tutela tenendo il DVR sempre aggiornato e in questo specifico caso, aggiungere delle specifiche inerenti il virus Covid. In ogni caso, come si ascolta su tutti i canali di comunicazione, il datore di lavoro deve adottare tutte le misure necessarie a garantire un elevato livello di sicurezza, inserendo un piano ad hoc da adottare in caso di sospetto contagio.

In questo senso ricordo sempre a tutti che il datore di lavoro ha responsabilità civile e penale e perciò non deve ricorrere a formule standard. Inoltre consiglio di verificare le polizze sulla Responsabilità Civile le quali debbono contenere una specifica clausola di garanzia relativa al rischio pandemico da Coronavirus per i dipendenti in azienda.
In caso di assenza di tale specifica sarebbe altamente consigliabile provvedere tempestivamente ad aggiornare le polizze stipulate.

Per apportare un ulteriore aiuto alle imprese la Regione Marche ha predisposto una check list che permetterebbe di accertarsi se esse siano a norma di legge in fatto di sicurezza sanitaria, un elemento supplementare in grado di rendere gli stessi lavoratori più consapevoli nei riguardi della giusta condotta da tenere sul luogo di lavoro.

Se vuoi sapere come far ripartire la tua attività in tempi di crisi manda un whatsapp al numero 379 1186047, una mia collaboratrice ti richiamerà spiegandoti la mia strategia e come lo studio della crisi e dell’insolvenza mi ha insegnato a curare le aziende.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
12/05/2020
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