MarzoMacerata, lì 12 marzo 2020

Ci sono cose, momenti, che non dimenticherai mai più nella vita. Restano indelebili dentro di te. Se sono dolorosi, la ferita che ha causato è talmente profonda da avere una cicatrice visibile. La ferita, se sei forte psicologicamente, si asciuga presto, non sanguina più. E allora tu continui a vivere in maniera corretta, senza che quello che è successo possa influenzare il tuo futuro o le tue esperienze future. La cicatrice resta però. E a quella non puoi fare niente, se non semplicemente accettare con serenità che c’è, convivendoci, evitando di ritornare con la mente a quello che è stato, a cosa ti hanno fatto, da cosa è stato provocato, i motivi di una simile successione di eventi.

Se accetti, non ti fai più tante domande. E’ accaduto. I se e i perché possono essere veramente tanti, ma cerchi di non porti più queste domande ad un certo punto. Questa cicatrice tuttavia, nel corso della vita, ti capiterà di sentirla al tatto con la mano quando accarezzi il tuo corpo o di sentirla emozionalmente con la ragione quando percorrerai la tua anima. E a quel punto purtroppo la mente ti riporterà un po’ indietro………e capirai che tu, quei momenti, non li cancellerai mai.

Era così che lo scorso anno ragionavo su questi concetti fra le righe del mio libro “Fiscologia”.

Oggi ai miei pensieri aggiungo la domanda di come ricorderanno tutto questo i bambini, i miei figli e come resterà impresso nella nostra storia.

Oggi ho finito di organizzare lo studio per fare in modo che tutti i nostri collaboratori restino a lavorare a casa. Sarebbe un comportamento etico e responsabile che tutti secondo me dovrebbero adottare, ma ho capito ancora di più, in questi giorni, che c’è ben poco di scontato nella mente di chi, senza legittimo motivo, continua a lavorare e a far rischiare i propri dipendenti. In molti ti rispondono che il motivo sono i soldi, poi le ricevute a fine mese chi le paga? E, dentro di me, mi chiedo: e io allora come le pago? Ma è più importante la vita o sono più importanti i soldi? Penso che a questo punto sia una domanda amletica.

Nella giornata poi varie chiamate, di chi vuole sapere notizie, di chi vuole essere semplicemente confortato, di chi vuole sapere come sarebbe meglio fare. Abbiamo cercato di organizzare tutto nel migliore dei modi, sia per noi che per i clienti, ma vige l’assoluta confusione, l’assoluta incertezza su tutto. Oggi abbiamo la possibilità di scrivere e di farlo rimanere indelebile quello che scriviamo sul web. Chissà quante pagine scritte con inchiostro durante le guerre sono andate perse? Il terrore, l’amarezza, la paura, la rabbia delle persone.

Abbiamo ricevuto chiamate con ogni genere di richiesta, anche di chi ti chiede se può andare a fare una passeggiata fuori Comune. All’inizio resti spaesato dalla domanda, poi, ragionando in fondo, la gente ti fa una grande tenerezza, perché comprendi che è lo sconforto che prende piede nelle anime.

Sono tornata a casa dallo studio distrutta oggi pomeriggio. E allora, per conformarmi, apro il libro di Bach, “Illusioni”:

“Non esiste problema così grande che non si possa sfuggirlo. E poi (…) se desiderate tanto libertà e felicità, non riuscite a capire che non si trovano in nessun luogo fuori di voi? Dite che le avete, e le avrete! Comportatevi come se vi appartenessero, e così sarà!”

Bellissime queste parole. Non sono proprio tanto convinta che sia così, però cerco anche io di crederci.

Il mio tea di stasera recita a tal proposito:

“Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita”.

Anche questa mi convince poco di questi tempi.

Se vuoi sapere come far ripartire la tua attività in tempi di crisi manda un whatsapp al numero 379 1186047, una mia collaboratrice ti richiamerà spiegandoti la mia strategia e come lo studio della crisi e dell’insolvenza mi ha insegnato a curare le aziende.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
12/03/2020
Hashtag:
#organizzazione #studio #smartworking #iorestoacasa

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