AprileMacerata, lì 14 aprile 2020

Ciò che hai nella testa è anche nelle tue mani e solo tu puoi farci qualcosa”.

Agli occhi di tutti quelli che sono stati chiusi in casa per oltre un mese la ripresa sembra proprio vicina. Come se il sacrificio più grande sia stato già fatto. La data del 3 maggio sembra alle porte. Le persone, ben venga, cominciano già a ripensare alla ripresa.
C’è  chi parla di un mondo migliore, ma io non sono del tutto d’accordo.
Dal mio punto di vista, come in un campo di battaglia, cadrà ogni rispetto per l’altro, l’altro che diventa solo strumento per restare in piedi. Il tenore di ogni conversazione è legata alla possibilità o meno di restare vivi, come se si desse per scontato -anche se lo sarà veramente- che qualcuno non sopravviverà. Non parlo solo della persona umana.
La legge di Darwin si mostrerà senza pietà in ogni aspetto della nostra vita. Non solo morti per l’emergenza sanitaria.
Ci saranno “morti” tra le imprese e tra le attività, che pur erano condotte da imprenditori e professionisti di alta qualità e manifattura.

Molti mi chiedono informazioni su come sanificare gli ambienti e su come ricevere i clienti. L’art. 64 del Decreto “Cura Italia” recita testualmente che

“ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione è riconosciuto, per il periodo d’imposta 2020, un credito d’imposta nella misura del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino ad un massimo di € 20.000,00 per ciascun beneficiario.”

Successivamente l’art. 30 del decreto liquidità ha apportato modifiche, estendendo l’estensione del credito d’imposta alle spese sostenute per l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro.

A ulteriore chiarimento di quanto disposto nei sopracitati articoli è intervenuta la Circolare n. 9/E del 13 aprile 2020 dell’Agenzia delle Entrate, che al paragrafo 13, spiegando in modo analitico che per dispositivi di protezione si intendono sia quelli individuali, come le mascherine (chirurgiche, FFP2 e FFP3), i guanti, le visiere di protezione, gli occhiali protettivi, le tute di protezione e i calzari, che quelli per l’acquisto e l’installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale.

La circolare rende inoltre chiaro che tra tali dispositivi sono compresi anche i detergenti mani e i disinfettanti.

Il consiglio che sto dando ai clienti è quello di organizzarsi quanto prima, perché la domanda di tutti questi dispositivi sarà sempre più alta e le aziende che si sono organizzate per queste forniture sono ancora poche, se prendiamo in considerazione che diventa difficile importarle da paesi esteri.

Ci sarà inoltre una grande richiesta di qualsiasi tipo di dispositivo utile all’azienda per separare i clienti, come i pannelli protettivi, per cui ho consigliato a tutti di organizzarsi quanto prima.

Mi viene inoltre chiesto come sarà possibile recuperare il 50% del costo che si sosterrà, ma ancora non sono stabiliti i criteri e le modalità di applicazione per la fruizione del credito d’imposta.
In questi giorni dovrebbe uscire un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico che fornirà istruzioni sulla fruizione di tale credito d’imposta.

L’ipotesi più plausibile – anche se la scongiuriamo- è quella che si farà ricorso a un click-day, premiando però solo i più rapidi a prenotare i fondi, oppure – opportunità che sarebbe più giusta- ricorrere a un riparto dei fondi tra tutti coloro che ne faranno richiesta e risulteranno ammissibili all’incentivo.
Con questo si rischierà tuttavia di ridurre sensibilmente l’incentivo spettante a ciascuno, laddove le richieste dovessero superare le risorse finanziarie stanziate.

E’ sicuramente consigliabile (anche se non obbligatorio) effettuare pagamenti con mezzi tracciabili e quindi, vista la situazione di emergenza, con bonifico.

In ogni caso, al di là del credito d’imposta, il consiglio è che tutti si organizzino velocemente ad approvvigionarsi di tutto quanto sarà utile alla riapertura delle attività.

Se vuoi sapere come far ripartire la tua attività in tempi di crisi manda un whatsapp al numero 379 1186047, una mia collaboratrice ti richiamerà spiegandoti la mia strategia e come lo studio della crisi e dell’insolvenza mi ha insegnato a curare le aziende.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
14/04/2020
Hashtag:
#circolare #agenziadelleentrate #dpi #dispositiviprotezioneindividuale #creditodimposta

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