DicembreMacerata, lì 15 dicembre 2020

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“Non potete dare al popolo il paradiso e poi imprigionarvelo dentro.

…driin, driin, driin

Che sonno stamattina! Se non fosse stato per la sveglia probabilmente non mi sarei svegliata in tempo per preparare tutte le cose per la giornata.
Anche oggi si prevedeva una giornata campale – finita tardi anche stasera ovviamente!

Un tema sul quale vorrei porre l’attenzione riguarda il versamento delle sanzioni…purtroppo sì, quelle odiate ammonizioni che ci arrivano, non le possiamo proprio lasciare in un cassetto o gettare nel cestino perché poi queste

TI VENGONO A PRENDERE!

Ad esempio il mancato adempimento di specifiche operazioni richieste (come l’invio di una comunicazione obbligatoria), ci può precludere la possibilità di poter usufruire di alcuni benefici fiscali o di accedere a determinati regimi agevolati.

Come evitare questo?

Sfruttiamo la remissione in bonis una forma particolare di ravvedimento operoso che ci consente di eludere le nostre dimenticanze – volute o no! – per poter richiedere dei servizi senza la quale non ci si potrebbe avvalere.

Attenzione a non confondere le parole! Il ravvedimento operoso si differenzia dalla remissione in bonis per il fatto che quest’ultima non presume una riduzione della sanzione applicata al contribuente ma impone il versamento di un importo fisso di € 250,00.

QUALE VIOLAZIONE HAI COMMESSO?

Partiamo dal presupposto che si andrà a parlare di remissione in bonis qualora non siano partiti degli accertamenti al mancato versamento nei confronti del soggetto oppure che la violazione non sia stata constatata, attività che possano aver già messo al corrente il comportamento omissivo.

Quali sono i casi più frequenti?

  • gli enti non commerciali che omettono di comunicare i propri dati e altre notizie fiscali con il modello EAS;
  • omissione della comunicazione all’ENEA della data di ultimazione dei lavori di efficienza energetica per poter fruire della detrazione per lavori di efficienza energetica degli edifici;
  • omissione di comunicazione di adesione al versamento della cedolare secca negli affitti;
  • omissione della liquidazione iva di gruppo.

RIPARARE AL DANNO COMMESSO

Una volta essersi resi conto della dimenticanza bisogna correre ai ripari, la procedura da seguire richiede alcuni passaggi.

Innanzitutto occorre accertarsi del fatto che si soddisfino i requisiti – che per il nostro caso sia possibile il ricorso alla remissione insomma -, secondo passo è procedere al pagamento della sanzione tramite modello F24 Elide entro il termine di presentazione del modello di dichiarazione successivo all’omissione.

Questa operazione va eseguita prima che vengano avviate le procedure di accertamento nei confronti del soggetto obliante.

Ora che siamo giunti al termine di questa giornata mi vedo un episodio della mia serie tv preferita.

Buona notte!

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
15/12/2020
Hashtag:
#remissione #bonis #ravvedimento #operoso #definizione #istruzioni #f24

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Le indicazioni che troverete in questo sito non possono essere considerate consulenze professionali, ma semplicemente la trattazione di una normativa o di un caso di studio specifico.

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