AprileMacerata, lì 17 aprile 2020

Non devi mai dire “non sono capace”, devi sempre ricordarti di dire “non lo so ancora fare”.

Questi giorni mi scontro molto spesso con questo detto. Le persone dicono di non essere capaci ad interfacciarsi con la tecnologia. Ma, chi più chi meno, la difficoltà è generalizzata.
Nessuno di noi, o pochi, sono abituati a muoversi col web, ad usare le piattaforme di collegamento, a parlare nei webinar. Basta imparare.
Siamo stati catapultati in un nuovo mondo e dobbiamo avere la sola capacità di metterci in gioco.
Ti ricordi il primo giorno delle elementari? Forse non te lo ricordi, ma se chiudi gli occhi, forse -provaci!- riesci a percepire la sensazione di smarrimento e di insicurezza.
E soprattutto riesci di sicuro a percepire la sensazione di incapacità: torna indietro con la mente, sei in un banco di scuola, bisogna stare seduti composti, non si può parlare con gli altri amici – alcuni nemmeno li conosci- e la maestra ti racconta concetti che tu non sai.
Non puoi girare il tuo visino verso la mamma per chiederti di spiegarti, perché lei- porca miseria- lì non c’è.

Ecco la sensazione che proviamo noi ora. Nessuno ci può aiutare ad imparare i meccanismi del nuovo mondo, se non noi stessi.
Eppure dalle elementari in poi abbiamo imparato tantissimo. Lo faremo anche ora.

Passiamo agli argomenti seri. Ricevo molte richieste di consulenza sugli affitti. Molte persone (soprattutto le imprese e i professionisti) chiedono come poter fare per abbassare il canone di affitto in questo periodo di sospensione attività.

Innanzitutto va sottolineato che a partire dal mese di marzo è possibile, per i conduttori degli immobili appartenenti alla categoria C1,  ricevere, come espletato dal decreto “Cura Italia”, un credito d’imposta che possono utilizzare tramite il modello F24 in forma compensativa fino al 60% del valore del canone di affitto pagato.
Questo, sebbene possa in qualche modo dipanare in parte la crisi che ha obbligato le attività commerciali a chiudere, non ha risolto la questione liquidità, di cui si parla tanto, che sta colpendo anche gli affittuari dei locali adibiti all’esercizio delle varie attività.
E non risulta presente all’interno della normativa una previsione di tutela a favore dei conduttori di tali immobili, che sembrerebbero costretti a continuare a pagare l’affitto seppur mantenendo l’attività chiusa.

Visto che la normativa non ci viene incontro, ho cercato di far trovare un punto di incontro fra proprietario e affittuario, mediante costituzione di una scrittura privata fra loro.
E’ infatti opportuno che il proprietario accetti la riduzione dell’importo prestabilito, accettando di apportare delle modifiche alle condizioni contrattuali stesse.
A supporto del conduttore vi sono infatti alcuni articoli del Codice Civile (artt. 1218,1256,1258 e 1464) che danno la possibilità di ridurre il costo della prestazione in caso di impossibilità sopravvenuta non imputabile al debitore.

E’ ovvio che il locatore può opporsi al rifiuto del pagamento del canone d’affitto, poiché la causa di tale impedimento non è strettamente legato al bene quanto al provvedimento per cui il soggetto possiede una licenza per poter eseguire una determinata attività.
Resta tuttavia il fatto che si tratta pur sempre di “impossibilità sopravvenuta”, poiché l’esercente è impossibilitato a usufruire liberamente del suo locale secondo i fini commerciali stabiliti dal contratto inizialmente stipulato, liberandolo da tale obbligo.

Chiaramente la stesura di una scrittura privata va registrata all’Agenzia delle Entrate nella forma di esenzione di imposte, utilizzando il modello RLI, al fine di evitare per il locatore l’obbligo di pagarne successivamente le dovute tasse su un canone mai riscosso.
All’interno di tale modulo vanno apposti i dati relativi al contratto insieme a una copia del nuovo accordo sottoscritto tra le parti.
Per ora è sufficiente l’invio della documentazione prodotta tramite PEC indirizzata alla direzione regionale competente.

Il cosiddetto modello 69 invece va utilizzato nel caso si intenda comunicare una riduzione del canone di affitto per contratti già registrati. Anche questo va inviato in forma esclusivamente telematica.

La mia tisana di questa sera regala questo messaggio:

Every beat of your heart is a rhythm of your soul”.

Se vuoi sapere come far ripartire la tua attività in tempi di crisi manda un whatsapp al numero 379 1186047, una mia collaboratrice ti richiamerà spiegandoti la mia strategia e come lo studio della crisi e dell’insolvenza mi ha insegnato a curare le aziende.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
17/04/2020
Hashtag:
#canonelocazione #affitti #riduzione #attivitacommerciali #codicecivile

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Le indicazioni che troverete in questo sito non possono essere considerate consulenze professionali, ma semplicemente la trattazione di una normativa o di un caso di studio specifico.

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