GiugnoMacerata, lì 19 giugno 2020

“Per ogni cosa ci sono due parole, una che ingrandisce e una che rimpicciolisce.

…occorre fare una scelta

A volte può capitare che si è attraversati dall’idea di mollare tutto…le grandi incertezze e le molteplici oscillazioni finanziarie ci fanno venir proprio voglia di andare in banca, svuotare il proprio conto e nascondere tutto sotto il materasso o sotto il mattone di casa.

Ed è proprio in questo momento di forte crisi che riemerge questo pensiero, ci frulla nella testa come una trottola. Si scatena nuovamente la paura che una nuova tassa patrimoniale possa bersagliare i nostri risparmi.

Ma che cos’è la tassa patrimoniale? Si tratta veramente di una tassa per soli “ricchi”?

In verità si tratta di un’imposta che pesa su cittadino andando a interessare il proprio capitale e incidendo inoltre sia su beni mobili che beni immobili. Dunque è una tassa sul patrimonio che una persona possiede.

Se possiedi qualcosa vieni tassato insomma, questa è la regola.

Che siano partecipazioni, obbligazioni, depositi o azioni…qualsiasi cosa si abbia

OCCHIO! TUTTO È ANCORA IN MOVIMENTO

Per ora aleggia la vaga ipotesi che quest’anno sia indirizzata effettivamente alle persone più agiate, contribuenti che dispongono di un reddito superiore a € 80.000. Inoltre il valore della tassa patrimoniale dovrebbe variare in base al reddito complessivo personale ammontando a qualche centinaio di euro per le fasce reddituali più basse, salendo fino a qualche decina di migliaia di euro per redditi superiori al milione.

L’importo tassato verrebbe applicato in misura percentuale cosicché ognuno ne risponderebbe per ciò che in quel momento possiede.

Per il momento comunque sembra che nulla di concreto si sia mosso.

E invece, mi chiede un cliente stamattina, cosa cambia dal prelievo forzoso? Non sono la stessa cosa?

Certo che no! Gli rispondo io.

Sono praticamente due mondi opposti

Il prelievo forzoso riguarda solamente la propria disponibilità finanziaria risparmiata e disposta in conto corrente. Non ha nulla a che fare con beni mobili o immobili. Ed è quello che è avvenuto nel lontano – ma non così lontano – 1996 con la misura disposta dal governo Amato.

Diciamo che chiudere il proprio conto e nascondere il proprio danaro in casa non sarebbe una scelta azzeccata, né tanto meno sarebbe la decisione di trasferirsi in qualche posto sperduto all’estero per

SFUGGIRE A QUESTA TERRIBILE GOGNA.

Cosa dovremmo aspettarci dunque? Quale che sia la decisione agli alti livelli non ci è dato saperlo ancora. Di sicuro, quale che sia la scelta tra le due modalità, è sarebbe di sicuro un metodo diretto e immediato di acquisizione di entrate per far fronte alle difficoltà economiche del momento.

Non ci resta che attendere credo.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
19/06/2020
Hashtag:
#tassapatrimoniale #prelievo #forzoso #patrimonio #benimobili #benimmobili #finanze

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