AprileMacerata, lì 2 aprile 2020

Quanto tempo era che la sera non mi godevo con calma a casa qualche bel film!
Ho approfittato di questi giorni “io resto a casa” anche per rispolverare le trame di qualche lungometraggio dell’arte cinematografica.

A volte prendo appunti delle belle frasi che trovo nei film, perché ti insegnano qualcosa e mi fa piacere poi rileggerle nel tempo.

Ho conosciuto mia moglie su match.com. Il mio profilo diceva: sono uno studente di medicina con un occhio solo, bizzarri comportamenti sociali, eccetto 45.000 dollari di prestito studentesco. Lei mi rispose: sei proprio quello che stavo cercando. Intendeva che ero onesto, perciò lasciate che sia onesto. Fare soldi non è come credevo che fosse, questo business uccide quella parte di vita che è essenziale, la parte che non ha niente a che vedere con gli affari. Negli ultimi 2 anni ho sentito come se i miei organi interni mi fagocitassero, tutte le persone che rispettavo non mi rivolgeranno più la parola, se non tramite gli avvocati. La gente vuole che un’autorità dica loro come valutare le cose, ma sceglie questa autorità non basandosi sui fatti o sui risultati, la sceglie perché sembra autorevole e familiare e io non sono e non sono mai sembrato familiare, perciò sono arrivato alla dolorosa conclusione di dover chiudere il fondo.
Michael J. Burry” (dal film “La grande scommessa”)

Il film rappresenta la grande recessione, ossia una crisi economica mondiale verificatasi tra il 2007 ed il 2013 scoppiata negli Stati Uniti d’America nel 2006, innescata dallo scoppio di una bolla immobiliare, producendo poi a catena una grave crisi finanziaria nell’economia americana.
Crisi poi culminata nel 2008 nel crollo della banca d’affari Lehman Brothers: tantissime persone hanno perso lavoro, casa…..dignità, per il “gioco” col denaro.

Nel mezzo dei miei pensieri sono saltate in mente, tra tante cose, la reazione futura dei tassi di interesse a questa pandemia.
Ho cominciato a chiedermi: c’è una remota possibilità che vadano alle stelle i tassi variabili?
C’è il rischio che chi oggi ha mutui a tasso variabile non riesca più a sostenere la rata perché il tasso di interesse diventa troppo alto?

Ho cominciato a studiare qualche numero. E ho realizzato che potrebbe effettivamente configurarsi “la fine” dei tassi di interesse variabile.

Tasso di interesse variabile e Covid-19, un binomio perdente.

Dalla comparsa del virus, i mercati di tutto il mondo hanno segnato drastici ribassi, mandando in fumo miliardi di risorse e conducendo gli investitori a rifugiarsi nell’oro, nei titoli di stato tedeschi o nel dollaro.

C’è una crescente domanda di liquidità che potrebbe condurre ad un inevitabile aumento dei tassi di interesse, stabili da oramai troppo tempo. E per i sottoscrittori di contratti di mutuo e prestiti, beffati dall’esclusione delle misure messe in campo dal Governo, potrebbe essere sferrato il colpo finale: l’aumento dei tassi di interesse variabili. Perché uso il condizionale?
Perché la reazione dei mercati di queste ultime settimane è sconosciuta anche ai migliori economisti del mondo: crisi della domanda e dell’offerta e contemporanea crisi di beni fungibili, come il petrolio. Credo non sia mai successo nella storia, per cui non è facile disegnare il futuro finanziario.

Il Decreto Cura Italia ha introdotto importanti novità sul fronte della liquidità alle famiglie ed alle imprese, escludendo, al tempo stesso, migliaia di soggetti.

È stata prevista la moratoria dei mutui contratti per l’acquisto della prima casa (il cosiddetto Fondo Solidarietà) a cui non possono però accedere (ad oggi) gli imprenditori, tutti coloro i quali siano titolari di un mutuo sprovvisto di un periodo di ammortamento di almeno un anno, o che hanno sottoscritto una garanzia Consap almeno dal 2004.

E’ vero che le aperture di credito a revoca e i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti non possono essere revocati, nemmeno parzialmente sino al 30 settembre 2020.
Sono altresì prorogati sino alla medesima data, i contratti dei prestiti non rateali (fidi di conto, finanziamenti di anticipo su effetti o finanziamenti all’import/export) alle medesime condizioni. Mentre per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, di PMI, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza è sospeso (previa specifica richiesta del debitore) sino al 30 settembre 2020.

La vasta platea degli esclusi dovrà però fare i conti con l’aumento del tasso di interesse variabile, sopportando così un ulteriore aumento delle spese?

Generalmente i mutui dipendono da due fattori che abbiamo, con il tempo, imparato a conoscere: lo spread -percentuale di margine lordo applicata dall’istituto creditizio- e gli indici interbancari -tassi con cui istituti di credito si prestano denaro tra di loro-. Tra questi ultimi rientrano gli interest rate swap (IRS) applicati ai mutui a tasso fisso, e gli Euro interbanck offered rate (EURIBOR) presi a riferimento per il calcolo della rata dei mutui a tasso variabile.

Per questi ultimi si era ipotizzata una certa stabilità in assenza di fenomeni straordinari o fluttuazioni illogiche. Ad inizio marzo l’Euribor a 3 mesi si attestava a -0,49 e l’Euribor mensile a -0,52, da sottrarsi allo spread. Alla fine del medesimo periodo, l’Euribor a 3 mesi si contraeva a -0,35 e quello mensile a –0,43.
Una contrazione che non lascia ben sperare i sottoscrittori, sempre più impauriti dall’aumento del costo del denaro.

Mentre quindi il virus si apprestava a divenire una pandemia provocando migliaia di vittime in tutto il mondo, lo stesso virus poneva le basi per annichilire i mercati globali, rendendo la liquidità più preziosa e in tassi di interesse più alti. In quanti hanno notato questo andamento?

L’aumento del tasso di interesse si rifletterebbe direttamente sull’economia reale, sfiduciando i compratori e limitandone il potere d’acquisto, ostacolando la crescita aziendale e riducendo così la spesa in beni e servizi. Pertanto l’aumento del tasso di interesse variabile comporterebbe, per i sottoscrittori al tempo della pandemia -e ancor peggio successivamente all’emergenza), una contrazione rilevante della ricchezza destinata all’acquisto di beni e servizi.

Ma con tassi di interesse più elevati diviene più conveniente il risparmio: i depositanti riceverebbero in questo scenario un ritorno economico più alto. Ma sempre a favore di chi sta già bene economicamente.

La contrazione del potere di acquisto condurrebbe ad una inevitabile recessione. Inflazione e tassi di interesse misurano lo stato di salute di un Paese.

Nel contesto così delineato, è necessario quindi che la BCE garantisca un sano equilibrio tra inflazione e tassi di interesse, per evitare ulteriori perdite di danaro che inciderebbero sull’intera economia globale.

Mi chiedo però: è intervenuto qualcuno quando le borse e i mercati finanziari sono impazziti? Continuo il mio ragionamento nel silenzio della mia mente, perché troppo pesante scrivere quello che sto pensando e che voglio credere con tutta me stessa….non succederà.

Resto della mia giornata sempre al tel o davanti al computer. A volte è alienante.

Se vuoi sapere come far ripartire la tua attività in tempi di crisi manda un whatsapp al numero 379 1186047, una mia collaboratrice ti richiamerà spiegandoti la mia strategia e come lo studio della crisi e dell’insolvenza mi ha insegnato a curare le aziende.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
02/04/2020
Hashtag:
#tassidiinteresse #tassivariabili #lagrandescommessa #mutui #liquidita #contrattiprestiti #poteredacquisto

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