GiugnoMacerata, lì 2 giugno 2020

“Ricorda che ogni persona che incontri ha paura di qualcosa, ama qualcosa e ha perso qualcosa”.

PSICOLOGIA contro TECNOLOGIA

Giornata bellissima di sole.

Mi merito un po’ di abbronzatura. Ma mi annoio a stare sotto il sole senza fare niente. Sono così, ormai sono nata in questo modo e la natura è difficile da cambiare.

E allora mi metto a leggere.

Leggicchio qua e là i miei numerosi libri di crescita personale,

passo da un libro all’altro, a volte è una cosa piacevole per me, soprattutto quando con la testa sono particolarmente in movimento.
Oggi, 2 giugno, sono assolutamente in movimento con la testa perché è un giorno di festa infrasettimanale, martedì, inizio settimana, per cui non si può dire che siamo stanchi.
Nei giorni scorsi mi ero imposta però di non prendere appuntamenti per questa giornata, se non uno, che poi alla fine salta per contrattempi del cliente……e allora, bene, full immersion di sole e libri!

Mi colpisce questa frase:

Una delle cause più frequenti della nostra sofferenza emotiva sono le altre persone. Se gli altri ci dicono qualcosa che non ci aspettavamo o si comportano in un modo da noi non condivisibile……restiamo turbati.

La mia mente cammina sempre “ad incrocio”

credo che questa deformazione sia dovuta agli anni del liceo scientifico. In 5 anni ti insegnano a far andare la tua mente in tutti i meandri delle altre materie che hai studiato, così da collegare un argomento che stai leggendo con tutto quello che è attinente.

E così, mentre leggo i concetti di questo libro, penso a un’inserzione su Facebook, la cui sponsorizzazione mi è stata rifiutata.
Motivo del rifiuto: “il testo non è conforme alle politiche delle caratteristiche personali”. In altri termini mi stavano dicendo che il mio post era offensivo?

Offensivo?

Restai esterrefatta. Ma che offensivo! Ma assolutamente io non mi permetto mai, né nel mio profilo, né in quello del mio studio, di indicare parole volgari o aggressive o di critica……ma che diavolo dicono? Dissi tra me e me.

E allora mi misi a leggere queste Policy. Devo pur capire…..anzi io sono una persona che deve sempre capire quello che succede intorno a sé….per qualsiasi aspetto o situazione che non mi piace, studio e leggo tanta di quella roba che arrivo allo sfinimento finché non ho capito.
E alla mia età non nascondo che faccio più fatica a capire. Più si va avanti con l’età e più’ siamo abituati a ragionare per schemi.

Torniamo a Facebook. Questa mia violazione riguardava questo regolamento:

Le inserzioni non devono includere contenuti con riferimenti espliciti o impliciti a caratteristiche personali, comprese affermazioni o insinuazioni dirette o indirette in merito a razza, origini etniche, religione, credo, età, orientamento o pratiche sessuali, identità di genere, disabilità, patologie (inclusi problemi di salute fisica o mentale), situazione finanziaria, iscrizione a un sindacato, casellario giudiziale o nome di una persona.”

E poi ci sono una serie di esempi…..scorro a quello che secondo me si adatta alla mia situazione. Allora……guardiamo un po’….

“Situazione o informazioni finanziarie….

Se scrivi:

“Offriamo servizi finanziari adatti a qualunque esigenza”

Lo puoi scrivere….

Se invece scrivi:

“Sei al verde? Sei in bancarotta? Affidati ai nostri servizi”

…..NON LO PUOI SCRIVERE!

Ma guarda tu che roba, penso io! La gente si offende se gli dici la verità!

Torniamo al diventare turbati quando qualcuno ci dice qualcosa che non ci aspettiamo.

Facciamo un esempio: indossi un pantalone nuovo. Arrivi in ufficio e un collega ti dice che secondo lui ti stanno proprio male. A quel punto come si muove la maggior parte delle menti? O si arrabbia con lui oppure comincia a pensare che quei pantaloni effettivamente sono un po’ troppo stretti per lui, comincia a sentirsi a disagio, diventa triste e perde sicurezza in sé.

Sono due reazioni diverse.

Ma se invece io, bionda, andassi a fare una passeggiata, incontrassi un amico (quindi sempre una persona che conosco) e mi dicesse: “certo che questi capelli un po’ verdini ti stanno proprio male!”

Reazione: mi farei un sacco di risate!

Perché?

Perché non sono le altre persone, attraverso ciò che dicono o che fanno, che sono in grado di ferire i nostri sentimenti. Non sono le persone che con loro parole possono ferirci, ciò che ci ferisce è ciò che noi pensiamo di quello che gli altri dicono o fanno.

I nostri sentimenti….le nostre reazioni….sono generati dai nostri pensieri e NON da ciò che accade al di fuori di noi!

Mmmmm difficile da accettare che siamo noi a dover gestire questi sentimenti! Ma quando ho preso atto di questo, invece, ne ero felice, per me era una bella notizia!! Perché ho iniziato ad avere il controllo sui miei pensieri!

A volte però certe parole mi ferivano ugualmente…..perché?

Ho capito che se certe parole avevano la capacità di ferirmi, era perché in quelle specifiche parole ero io  a riconoscere una base di verità.

E allora anche in tal caso il nodo da sciogliere era il mio e mi sarei dovuta chiedere cosa ci fosse di vero in cosa mi era stato detto.

Ultima cosa che ho imparato: quando una persona attacca duramente, ci tratta male, si sfoga urlando……ha qualcosa dentro se stesso che non va o va risolto.

Tu sei semplicemente lo specchio sul quale riflette questo suo malessere.

E allora perché Facebook invece non ci educa in tal senso. Perché i social non ci educano a leggere qualsiasi cosa? Giusto che non vengano fatti nomi…..giustissimo per la privacy (che poi voglio capire dove sia questa privacy che dal momento che fai una ricerca su Google….ti arrivano pubblicità ovunque di quello che hai ricercato!)

Perché i social non ci mettono alla prova e non ci educano al fatto che il pieno controllo dei nostri pensieri e delle nostre emozioni ci regalerebbe le chiavi della felicità?

Perché forse dobbiamo essere tutti automi controllati dalle macchine?

O perché c’è qualcuno che se gli fai capire che ad oggi si trova in un certo modo perché ha sbagliato…..allora deve cambiare strada…..si offende profondamente e fa denunce?

Ops…..sono già fuori dalle Policy di Fb!!

Ops……sono fuori dai concetti di marketing…..se una persona ha sbagliato non bisogna mai dirgli che ha sbagliato lui…….NOOOOOO…..è stato qualcun altro…..quello che viene chiamato NEMICO COMUNE.

Che bella giornata di sole e di analisi delle reazioni umane!

 

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
2/06/2020
Hashtag:
#rifiuto #sponsorizzazione #post #facebook #social #policy

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