AprileMacerata, lì 20 aprile 2020

“La vita non è aspettare che passi la tempesta ma imparare a ballare sotto la pioggia”

E’ una giornata uggiosa e piovosa – e finalmente direi! – cosa che mi permette di concentrarmi meglio su ciò che devo fare. La pioggia ha un che di musicale, di rilassante con quel suo tic tac quando si scontra con una superficie.
Nonostante il bellissimo suono della pioggia, arriva una chiamata a cui devo rispondere. Quello che mi chiede il giornalista mio amico, mi ha riportato alla mente un particolare momento della mia carriera professionale, agli albori del mio tirocinio, quando per la prima volta mi sono trovata ad approcciarmi al mondo della fiscalità.

Mentre ero intenta a comprendere le fattezze del conto economico di un’azienda mi è sorta una domanda inattesa – successivamente chiarita – relativa a due sue componenti che apparentemente sembrerebbero sinonimi ma che in realtà non lo sono affatto, due voci non necessariamente coincidenti..…il concetto del fatturato e quello dei ricavi.

Il fatturato rappresenta la quantità di beni o servizi che viene concretamente venduta in un determinato periodo, calcolata sulla base delle fatture (o ricevute o scontrini) emesse dall’azienda. Il fatturato è un in altri termini un concetto IVA.

I ricavi rappresentano invece l’ammontare del lavoro eseguito e delle vendite effettuate per competenza nel periodo d’imposta preso in considerazione.
In altri termini se al termine del periodo d’imposta non è stata emessa fattura per il lavoro eseguito, questo importo non viene conteggiato nel fatturato, ma nei ricavi.

Sembra un concetto stupido? Non tanto, in quanto in questi giorni non si sta discutendo di altro e forse c’è qualcuno, anche fra le istituzioni, la cui differenza non è molto chiara.

Ai fini della concessione dei finanziamenti di cui al decreto liquidità, si ordina (se si leggono gli articoli) di considerare il fatturato di una partita iva.
Ma poi la scorsa settimana l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha dettato, nella sua circolare, che ai fini del calcolo del 25% per la concessione dei finanziamenti, va visto l’importo dei ricavi. Forse c’è un bel po’ di confusione nella mente di chi scrive documenti che poi vanno però a determinare la situazione (e la vita economica aggiungerei) delle partite iva italiane.

Ora è chiaro che se viene venduto tutto ciò che è stato prodotto allora ci sarà una coincidenza tra fatturato e ricavi mentre, teoricamente, nel caso in cui nessun bene viene venduto con documento fiscale allora si avrà un fatturato pari a zero e ricavi pari alla produzione interna.

Chiariamo ancora bene che il concetto di fatturato e quello di ricavi non ha nulla a che vedere, per le imprese, con gli incassi, che invece riguarda la situazione finanziaria.
Ricordiamo che spesso accade che la fattura venga emessa, ma che questa venga pagata e registrata in un momento successivo.

Tuttavia, quello che a noi interessa  è la vendita dei beni o servizi prodotti, perciò il fatturato è l’elemento principe che esprime l’effettivo volume d’affari di un’impresa.

Molti imprenditori non conoscono questa distinzione, anzi spesso addirittura tendono a monitorare solamente il fatturato senza pensare che fatturato e ricavi non sono due fattori direttamente proporzionali e quindi non sempre un ottimo fatturato corrisponde necessariamente a ricavi elevati. Il rischio di considerare solo una parte dell’andamento aziendale può condurre a decisioni e valutazioni errate, cosa che può avere delle conseguenze disastrose sulla salute della propria attività.

Altra condizione comunemente rilevata è che spesso una ditta presenta un fatturato crescente ma un utile netto discendente. Com’è possibile ciò?

Occorre gettare un occhio non solo alla componente del fatturato ma anche, e soprattutto, ai propri costi. Ricordiamo che ciascuna attività ha anche dei costi da sostenere, più o meno fissi, e che questi incidono in maniera rilevante sull’andamento aziendale.
L’utile netto è risultante dalla differenza tra i ricavi totali e i costi di esercizio a cui si sottraggono ulteriormente le tasse.

Pertanto avere un buon metodo di gestione aziendale è utile per controllare la componente finanziaria, tenendo sempre sotto controllo i numeri che possono variare a seconda delle decisioni che vengono prese. Non basta.
E’ assolutamente necessario comprendere la differenza dei termini, altrimenti chiunque ci può raccontare una cosa per un’altra.
E’ questo quello che cerco sempre di far comprendere ai miei clienti.
Se sai, non muori!

Se vuoi sapere come far ripartire la tua attività in tempi di crisi manda un whatsapp al numero 379 1186047, una mia collaboratrice ti richiamerà spiegandoti la mia strategia e come lo studio della crisi e dell’insolvenza mi ha insegnato a curare le aziende.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
20/04/2020
Hashtag:
#ricavi #fatturato #valoredellaproduzione #utilenetto

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