SettembreMacerata, lì 23 settembre 2020

https://www.businessblog.it/wp-content/uploads/2020/09/Webp.net-resizeimage-1-10.jpg

“Di tutto, questo è rimasto: | l’aver vissuto e l’aver lottato. | Questo sarà il guadagno del gioco | anche se sarà perso l’oro della posta.

…back again

Si è parlato tanto della cosiddetta fuga dei cervelli, ad indicare l’emigrazione di persone con elevate potenzialità in ambito tecnico-scientifico o con una specializzazione professionale verso Paesi stranieri, anche conosciuto con l’espressione inglese brain drain. Tale tendenza ha acquisito un’accezione negativa

Questa volta però parliamo del fenomeno opposto, ovvero del loro rientro – diciamo il tentativo di farli ritornare – in patria!

CACCIA AL RIENTRO

Il nuovo tentativo della nostra legislatura è di sbloccare e di risollevare il nostro Paese soprattutto nell’ambito economico, culturale e scientifico. Per fare questo ci si è resi conto che il contributo di ricercatori e docenti sarebbe notevole in questo senso.

Perciò quello che viene proposto è un’agevolazione fiscale che preveda una tassazione pari al 10%, applicabile anche ai 5 periodi di imposta successivi, per i compensi di ricercatori e docenti che decideranno di rientrare definitivamente in Italia.

La normativa vigente prevede la fruizione di tale sconto se e solo se i soggetti in questione (ricercatori e docenti) siano in possesso di un titolo di studio universitario, risultino residenti all’estero e abbiano svolto una regolare e documentata attività lavorativa presso università o centri di ricerca per un periodo di almeno due anni continuativi.

E NON È TUTTO!

Inoltre lo spostamento della residenza fiscale in Italia per poter svolgere in tutta tranquillità la propria professione permetterebbe di assicurare l’esclusione del 90% della retribuzione corrisposta dalla formazione del reddito ai fini del calcolo IRPEF/IRAP.

Quindi soltanto dal momento in cui la persona diventi fiscalmente residente in Italia potrà beneficiare di questo bonus.

E SE FOSSE ESTENDIBILE?

Dalle varie ricerche fatte sull’argomento ho riscontrato che in determinati casi, l’agevolazione può essere estesa per altre annualità, a seconda della casistica del soggetto:

  • 8 anni per coloro che abbiano almeno un figlio minorenne a carico oppure nel caso in cui diventino proprietari di un immobile – valido per l’anno precedente o successivamente al trasferimento;
  • 11 anni se il docente o il ricercatore abbia almeno due figli a carico;
  • 13 anni nel caso in cui i figli a carico siano almeno 3.

Attenzione a rispettare i requisiti per mantenere la ricezione del beneficio! Infatti se si dovesse nuovamente trasferire la propria residenza al di fuori del territorio nazionale, si perderà la possibilità di usufruire di tale scontistica.

DIVISI TRA ITALIA E ESTERO

Se invece il docente o ricercatore dovesse tornare in patria ma mantenesse una parte del lavoro all’estero?

Ciò è possibile purché la residenza venga spostata nel nostro Paese. Fiscalmente si dovrà pensare a come gestire il reddito prodotto fuori, ma questa è un’altra storia.

L’agevolazione riguarderà solo ed esclusivamente i redditi prodotti in Italia e non la parte prodotta in altri Paesi.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
23/09/2020
Hashtag:
#rientro #docenti #ricercatori #cervelliinfuga #agevolazioni

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

https://www.businessblog.it/wp-content/uploads/2020/03/logo_footer_white.png

Seguimi su:

Seguimi su:

Copyright by Fabiola Pietrella. All rights reserved.
Le indicazioni che troverete in questo sito non possono essere considerate consulenze professionali, ma semplicemente la trattazione di una normativa o di un caso di studio specifico.

Copyright by Fabiola Pietrella. All rights reserved.

Le indicazioni che troverete in questo sito non possono essere considerate consulenze professionali, ma semplicemente la trattazione di una normativa o di un caso di studio specifico.