AprileMacerata, lì 24 aprile 2020

“E’ solo quando riesci a tacere evitando discussioni inutili che mostri la tua intelligenza e la tua saggezza”

Parlo subito di Chiara e della sua richiesta in banca dei famosi 25 mila euro del decreto liquidità. Non voglio riportare in questa pagina la mia opinione, ma solo imprimere quello che sta succedendo con questi finanziamenti.
Poi magari tra due anni, quando sarà finito il periodo di preammortamento del prestito, forse rileggerò questa pagina.

Chiara ha contattato la banca con cui lavora di più per presentare il modulo per la richiesta del finanziamento di € 25.000,00.
La banca ha chiesto che allegasse copia dell’ultimo bilancio o dichiarazione dei redditi presentata. Ma se andiamo a vedere il modulo, scopriamo che da nessuna parte è richiesto di allegare documenti, perché si tratta di un’autodichiarazione sostitutiva di atto notorio.
Ma ancora le banche si ostinano a chiedere i documenti.

Chiara ha preparato tutto con la mia collaborazione. Bisogna sottostare alle loro regole (dicono che è disposizione della direzione centrale della banca) e quindi prepariamo anche i documenti richiesti. Sempre perché sembra più intelligente evitare discussioni inutili.
Chiara ha una contabilità semplificata e ciò significa che io come consulente vedo solo costi e ricavi, non vedo la sua situazione finanziaria e i suoi debiti, non vedo i suoi estratti conto. Per scrupolo le chiedo se i suoi pagamenti sono tutti regolari.
Se il fido che ha in banca è regolarmente utilizzato e se le rate del prestito che ha preso quando ha aperto l’attività sono pagate alla scadenza. Mi risponde no.
Ha un paio di rate del 2019 non pagate e il fido sempre utilizzato leggermente al di sopra di quanto concesso. E io mi allarmo subito.
Come sarebbe a dire? Allora la banca ti ha detto che puoi tranquillamente presentare il modulo? Mi risponde che ha parlato con una persona qualsiasi in filiale, per chiedere le modalità di presentazione della domanda.
Mi attivo, chiamo in filiale per parlare col direttore.

Il direttore guarda la sua situazione. Mi dice che ha dei crediti deteriorati con la banca. Mia risposta: ai fini dell’erogazione dei 25 mila € si devono considerare solo i crediti in sofferenza (quelli per intenderci segnalati alla Centrale Rischi).
Risposta (assurda) del direttore: ma dal nostro punto di vista non è così, la banca può comunque valutare la posizione del cliente e decidere se concedere o meno il prestito.
Ribatto: mi faccia capire, se la mia cliente andasse a chiedere il finanziamento in una banca in cui non ha i crediti deteriorati, allora vuol dire che lo concederebbero, secondo lei!
Risposta del direttore: sì, direi di sì. Non lo possiamo dire apertamente però è così. I crediti deteriorati sono quelli che praticamente vede solo la banca in questione, non sono nella Centrale Rischi e quindi potenzialmente le altre banche potrebbero non vederli.

Bene. Esito della questione: se un soggetto ha un credito deteriorato in una determinata banca (questa segnalazione non va in Centrale Rischi ma in CRIF), gli basta chiedere in una banca in cui egli non ha alcun problema per sostanzialmente ottenere tranquillamente i suoi 25 mila €.

Questa è la soluzione bella per chi vuole fare richiesta.

Andrebbe fatto un ragionamento molto più complesso, ma lo lascio dentro di me.
Vuol dire che chi ha crediti deteriorati con più banca….gli basta appunto prendere una banca con cui ha un rapporto pulito. Il finanziamento di € 25 mila è garantito dallo Stato al 100%.
Forse è il caso di renderci conto come staranno le cose tra due anni, quando queste persone dovrebbero iniziare a pagare (se non hanno già cessato) le rate di questo prestito.

Li stiamo aiutando? O li stiamo ulteriormente affondando?

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Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
24/04/2020
Hashtag:
#finanziamenti #decretoliquidita #contabilitasemplificata #centralrischi

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