GiugnoMacerata, lì 24 giugno 2020

“La disperazione più grave che possa impadronirsi d’una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile.

…penso ad una questione a cui forse i clienti non hanno mai pensato…

Una giornata piuttosto frenetica quella di oggi, non tanto diversa dalle altre diciamo.

Ho avuto una consulenza con un cliente che richiedeva informazioni riguardo alle forme contributive attualmente attive. Nel mentre mi ha posto anche un’altra domanda relativa alla sua attività di ristoratore.

Maurizio dirige un ristorante con la sua famiglia, ha anche assunto alcuni dipendenti che lo aiutino in cucina e a servire i clienti.

“Essendo il nostro lavoro concentrato negli orari dei pasti chiaramente, ci capita di mangiare una parte di ciò che acquistiamo per la preparazione dei piatti. È obbligatoria la fatturazione di ciò che autoconsumiamo?”

Come al solito, l’Agenzia delle Entrate ha sempre la risposta pronta!

In risposta ad un interpello, l’ente di cui hanno tutti paura dichiara che quanto offerto ai propri dipendenti è equiparabile a un servizio mensa aziendale e pertanto risulterebbe esclusa da imposizione IVA. Al contrario, il servizio destinato al titolare del locale e ai suoi familiari è soggetto a imposizione IVA qualora l’importo del servizio ricevuto superi i € 50 per ciascuna persona.

Chiarita inoltre la definizione di “prestazione di servizi”:

ciò che viene preparato e servito al tavolo mentre l’atto di spizzicare la prima cosa che capita a tiro quando si lavora

è considerata cessione di beni andando a modificare il regime fiscale.

Questa è proprio carina.

Attenzione……bisogna appuntarsi tutto quello che si spizzica!

A volte mi rendo conto che dobbiamo dire delle cose ai clienti……che nella pratica non stanno né in cielo né in terra!

Cerco ulteriore conferma su questo aspetto dei pasti ai dipendenti. Trovo una sentenza della Corte di Cassazione, la n. 21290 del 2016, la quale afferma che la somministrazione di cibi ai propri lavoratori non costituisce un’entrata o una forma di ricavo e per questo, quantomeno, non è assoggettabili ad IVA. E’ semplicemente un costo da portare in deduzione.

Certo che l’autoconsumo può costituire una partita anche importante di un’azienda. Da tenere assolutamente sotto controllo. A volte vedo che può anche cambiare in modo considerevole un bilancio.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
24/06/2020
Hashtag:
#pasti #ristoratori #dipendenti #deducibilita #autoconsumo #fatturazione

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