FebbraioMacerata, lì 25 febbraio 2020

È carnevale oggi, ma in questo anno in particolare non riusciamo proprio sorridere.

Il coronavirus sta mettendo tutti in panico, in Europa sembriamo gli “untori” del mondo. Mi ripeto dentro queste parole: terzo Paese al mondo infestato, dopo la Cina e la Corea. Mi sembra un brutto sogno, visto che è così difficile anche solo immaginarlo.

La gente dice che abbiamo un sistema nazionale che fa acqua, ma la mia sensazione, in questo preciso momento di confusione, è che forse invece abbiamo un sistema più prudente e più preciso di altri paesi europei. Forse la verità è che noi italiani siamo quelli che ci mettiamo a nudo e facciamo più tamponi, mi chiedo? Non so veramente cosa pensare. Circolano tantissime notizie, non riusciamo a capire quanto sia letale questo virus. Sappiamo solo che è molto più contagioso, questo sì, ma quanto è letale?

Se sono vere le testimonianze di chi è tornato dall’estero facendo scalo in altri paesi europei, testimonianze che dicono che controlli non ci sono stati……perché allora ora dovremmo essere l’unico paese infestato?

Di certo la prudenza non fa mai male, anche se la nostra economia ne sta risentendo enormemente. Basti pensare che i carichi di agroalimentari sono tutti fermi alle dogane, in quelle frontiere che in Europa in teoria non dovrebbero più esistere. Ma sembra che invece esistano quando fa comodo.

Mattinata in Tribunale, ho acquistato anche un codice sul fallimentare… Non se ne trovano più, perché ritirati in attesa che stampino i nuovi codici con i correttivi. Ma i vecchi codici sono storia e io me ne accaparro un altro, in realtà l’unico che ho trovato.

In giro non si parla di altro che del virus. Io ho un semplice raffreddore, ma tutti mi guardano come se avessi la peste… Oh Dio, l’umanità che va a farsi friggere! E poi parliamo tanto di evitare la discriminazione. E così sembra facile parlare quando sei benestante e non ha problemi di salute. Quando invece le persone si sentono minacciate, i bei discorsi sulla discriminazione non li ricordano più.

Tra gli appuntamenti di oggi il più interessante è quello in cui il cliente Gino mi ha chiesto il funzionamento del bonus pubblicità. Gino lavora nel settore della moda, è tornato da una settimana da una fiera e ha sentito parlare di questo bonus. Ho spiegato che si tratta di un credito di imposta del 75%, ma del valore incrementale degli investimenti in campagne pubblicitarie. Si è infervorato subito…beh il 75% è proprio tanto, mi dice! Gli ho ricordato che già lo scorso anno ne avevamo parlato. Ho pensato tra me e me che, per fortuna, ho un diario da tanti anni in cui mi scrivo tutto quello che ho detto ai clienti e quando l’ho fatto! Mi ha detto: “quest’anno lo voglio fare!“. E io purtroppo ho dovuto spiegargli che lui quest’anno non lo può fare, perché l’agevolazione riguarda, è vero, i soggetti titolari di reddito di impresa o di lavoro autonomo e gli enti non commerciali. È vero anche che investimenti devono essere in campagna pubblicitarie, sulla stampa quotidiana e periodica anche on-line e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali. Gino mi ha detto che infatti vorrebbe fare la campagna pubblicitaria in una radio locale. C’è un MA molto importante: non è possibile accedere al credito di imposta se questi investimenti nell’anno precedente sono stati pari a zero. Gino resta un po’ deluso, come un bambino che ha trovato il gioco che gli piace, ma non lo può prendere. Gli consiglio di fare una piccola campagna pubblicitaria nel 2020, come già gli avevo consigliato lo scorso anno. Se poi, come credo, questa agevolazione verrà prorogata prossimo anno potrai usufruire del credito d’imposta.

A questo punto Gino mi dice che in realtà lui avrebbe fatto una campagna pubblicitaria in una radio locale lo scorso anno, ma che non ha ancora la fattura perché non ha pagato ancora il servizio. Ho subito spiegato che questo non è un problema perché per l’individuazione dell’esercizio di sostenimento della spesa pubblicitaria trova applicazione il principio della competenza. Per far capire bene a Gino gli ho letto l’art. 109 TUIR che dice testualmente che “le spese di acquisizione dei servizi si considerano sostenute alla data in cui le prestazioni stesse sono ultimate”.

Gino è stato felicissimo. A questo punto l’ho messo subito in contatto con la mia collaboratrice per avviare la pratica, in quanto occorre presentare una specifica istanza telematica, utilizzando uno specifico modello.

Gli ho anche consigliato di andarsi a leggere sull’argomento le Faq dentro il sito del Dipartimento per l’informazione e l’editoria. Preferisco sempre indirizzare il cliente a leggere il piu’ possibile (fornendo i giusti indirizzi internet in cui leggere), non per fargli fare da solo o per lasciarlo solo nella pratica, ma perché vorrei che la gente capisse che è importante sviscerare tutti gli aspetti di un determinato argomento.

Buona notte caro diario.

Se vuoi sapere come far ripartire la tua attività in tempi di crisi manda un whatsapp al numero 379 1186047, una mia collaboratrice ti richiamerà spiegandoti la mia strategia e come lo studio della crisi e dell’insolvenza mi ha insegnato a curare le aziende.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
25/02/2020
Hashtag:
#pensieri #meditazione #coronavirus #bonus #agevolazioni #pubblicita #creditodimposta

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