MarzoMacerata, lì 25 marzo 2020

“Quando dobbiamo affrontare una perdita, non serve sforzarsi di recuperare ciò che ormai è svanito: è meglio approfittare del grande spazio vuoto per colmarlo con qualcosa di nuovo”.
(Aleph)

C’è tanta confusione ancora intorno a me. Molte persone si sono raccolte in se stesse dentro casa, qualcuno sta addirittura decidendo di chiudere le aziende, di “mollare”.

Io sono al telefono tutto il giorno e la giornata sta diventando triste e alienante.

Faccio tantissima fatica a fare i miei riti del mattino, sport e meditazione, ma so perfettamente che non devo perdere di vista l’obiettivo, che è continuare.

A volte, quando la mattina mi vesto, guardo le mie scarpe, i miei vestiti….sono cenere di fronte a tutto quello che sta accadendo. Ero appassionatissima di moda, amavo fare shopping, mi divertivo (anche con i miei figli) a guardare i siti dei più grandi brand, per scoprire i colori e le tendenze del momento. Tutto sembra già lontanissimo. E tutto sembra veramente piccolo e insignificante. E’ come se la necessità di sopravvivere (sia nel vero senso della parola, sia a livello essenzialmente economico) sia passato in primo piano.

Eppure io non riesco ancora a raccogliermi su me stessa, non riesco a stare in silenzio. Il primo motivo è dovuto al fatto che non riesco a dare seguito a tutti i miei pensieri. E in secondo luogo è che io e tutto lo staff dello studio stiamo tutto il giorno ad assistere le persone che hanno bisogno di parlare e hanno bisogno di consigli su come muoversi e infine, soprattutto, vogliono sapere come sarà il futuro. Se solo sapessimo rispondere a questa domanda!

Poche persone si chiedono cosa ne sarà del Paese Italia in genere. Si mira a sopravvivere nel proprio piccolo, giustamente.

E’ stata pubblicata di recente, il 16 marzo, una relazione della Banca d’Italia in cui il governatore Ignazio Visco illustra lo stato delle banche italiane e quella europea.

Secondo la sua opinione la situazione economica italiana, benché in grave difficoltà, riuscirà ad uscirne grazie al supporto della BCE e grazie all’azione congiunta di tutti i paesi che devono coordinarsi per raggiungere lo scopo comune: è importante uscire dal tunnel prima possibile e investire sulla ricostruzione futura una volta passata l’ondata epidemiologica.

Le conseguenze a cui ci sta portando il coronavirus certamente non sono poche, ma egli afferma che si sta facendo il possibile per limitare i danni, benché consapevole che il bilancio di quest’anno sarà gravissimo.

Visco sottolinea l’importanza di sostenere le imprese, in particolare le PMI, per evitare il rischio che queste siano costrette a chiudere con una reazione a catena, che farebbe aumentare la disoccupazione e l’impoverimento dei lavoratori. A tal fine egli parla dello stanziamento di una maggiore liquidità alle banche, nella speranza che la politica monetaria europea e gli stessi mercati finanziari si mantengano in equilibrio e che sia dato ampio sostegno a famiglie e imprese.

La fase che dovrebbe seguire la pandemia – la cosiddetta “fase due”- la definisce come un processo lento che prevede l’adozione di una politica monetaria di tipo espansivo,riducendo cioè i tassi di interesse e stimolando l’offerta monetaria delle banche attraverso investimenti nei confronti delle imprese, per incentivare la produzione di beni e servizi. Chiarisce comunque che il fatto che l’Italia abbia già in partenza un debito molto elevato, secondo lui non sarà di ostacolo all’introduzione di misure assistenziali per tutti.

In merito alla valutazione di inserire i Coronabond, Visco è dell’opinione per cui solo lavorando in maniera coordinata per fronteggiare l’emergenza, l’Europa può sperare di uscire da questa fase critica. Sottolinea la necessità di non essere egoisti ma di pensare in una maniera collettivista. E questo pensiero lo proietta anche alla situazione italiana. Infatti per quanto riguarda il sistema bancario italiano, esso nel tempo si è rafforzato e grazie alle misure varate dal Governo, egli è convinto che sarà sicuramente in grado di sostenere l’economia in questo difficile momento e di condurre la ricrescita una volta che questa sia passata. Ciò non toglie che anche al suo interno il paese deve rimanere unito per sostenere il benessere comune.

Ho letto con tanto interesse e fervore le sue parole. Vorrei tanto che il futuro sia come lui lo disegna. Ho qualche dubbio però, ma il futuro è in una palla di vetro, per cui non ci resta che rimanere ad osservare.

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Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
25/03/2020
Hashtag:
#bancaditalia #coronabond #europaunita #italiaunita #sostegno

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