FebbraioMacerata, lì 26 febbraio 2020

Ogni giorno attaccati ad internet per capire a che punto siamo con il contagio, per capire quanto ci resta da vivere. E’ tutto talmente assurdo che a volte si fa fatica a pensare che sia vero tutto quello che sta succedendo.

Sento una mia amica avvocato per una pratica. Mi appunto questa sua bellissima riflessione: se noi non pensiamo che esista, oltre la vita, ci distruggeremmo l’anima. Se è vera la trasmigrazione dell’anima, tutto vive oltre la morte. Possiamo razionalizzare solo in questo modo la vita materiale, altrimenti le persone si lascerebbero morire e non combatterebbero piu’.

Questi giorni arrivano a studio molte richieste per sapere come si può recedere da alcuni contratti (di fornitura merci in particolare) che sono stati sottoscritti dai clienti. In molti hanno paura di questa situazione e vorrebbero un po’ capire se è possibile non ritirare alcuni ordini.

Comincio nel dire che dalla lettera alla scrittura privata c’è sempre l’insidia dietro l’angolo, degli errori che, non se non si sta bene attenti, rischiano di invalidare il documento redatto. Oltretutto se è già stato firmato e costituisce prova – o almeno dovrebbe darne- della volontà delle parti. Dimostrare che una frase in realtà non era voluta o che quella specifica parte era stata aggiunta per volere di entrambi senza una corretta validazione è un’impresa assai difficile, direi quasi impossibile!

Ho preso a cuore in particolare il caso di Gino, che ha sottoscritto (come cedente) un contratto di comodato a 2 anni per una macchinario utile alla sua produzione, con l’obbligo di restituirla alla conclusione del contratto. Al momento della sottoscrizione, rileggendo bene il contratto Gino aveva aggiunto a penna una clausola aggiuntiva al contratto con cui stabiliva che in qualsiasi caso avrebbe potuto richiedere anticipatamente la restituzione del macchinario, qualora ne avesse avuto bisogno. Spesso però queste cose vengono fatte in buona fede, pensando che non accadrà mai quella situazione e allora non si pensa che è necessario inserire un’apposita firma per l’approvazione della modifica da parte di tutte le parti.

Inoltre il contratto presenta numerose lacune in quanto risulta anche mancante di tutte le sigle su ciascuna pagina dello stesso. Tali accortezze non vanno mai dimenticate, anche se possono sembrare ovvie. Non è la prima volta che mi capita vedere cose di questo genere e nonostante io ripeta un milione di volte a tutti di non sottoscrivere mai qualcosa con la fretta. E’ pur sempre una firma e può capitare che si abbiano poi dei problemi di ufficialità e interpretativi del testo.

In ogni caso si tratta di un problema contrattuale. Piu’ di un consiglio non posso dare. Invito invece Gino a rivolgersi ad un avvocato, che ben saprà trovare un cavillo nei meandri della nostra legge.

La frase della mia tisana di stasera:

“La vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come reagisci”. Fa pensare molto.

Buona notte caro diario.

Se vuoi sapere come far ripartire la tua attività in tempi di crisi manda un whatsapp al numero 379 1186047, una mia collaboratrice ti richiamerà spiegandoti la mia strategia e come lo studio della crisi e dell’insolvenza mi ha insegnato a curare le aziende.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
26/02/2020
Hashtag:
#contratto #comodato #scritturaprivata #errarehumanumest #cavilli

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Le indicazioni che troverete in questo sito non possono essere considerate consulenze professionali, ma semplicemente la trattazione di una normativa o di un caso di studio specifico.

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