GiugnoMacerata, lì 26 giugno 2020

È molto più facile […] essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev’esser sempre.

…forse credevamo di essere al sicuro

Lontano dalla tecnologia! C’è chi crede che fosse sufficiente non aggiornarsi, che bastasse rimanere attaccato alle vecchie tradizioni. C’è chi credeva che non imparare ad utilizzare i nuovi dispositivi fosse abbastanza per poter evitare che i propri dati circolassero come lo sversamento di greggio nel mare.

E INVECE NO!

Ecco che sopraggiunge una nuova invenzione tecnologica. Dopo l’app Immuni tanto incoraggiata per proteggere noi e i nostri cari dal Covid-19, garantendo che i dati personali non venissero raccolti e che la nostra privacy non fosse toccata,

 piomba lo spettro di ciò che personalità illustri come Bill Gates avevano sognato da tanto tempo…

Sta per essere lanciato in ben quindici stati il passaporto Covid-19 e a quanto pare si dovrà dire addio alla cara e tanto combattuta privacy.

Cosa significa esattamente ciò?

Alcune aziende dedicate nella ricerca e nello sviluppo tecnologico, in cooperazione con una company inglese impegnata nella sicurezza informatica ha sviluppato questo nuovo passaporto sanitario digitale che secondo quanto rilasciato dalla società conterrebbe una cronologia completa di tutti i test fatti relativi all’esposizione al Coronavirus insieme ad altri dati sanitari ad esso pertinenti.

Tale ideazione dovrebbe assicurare la totale sicurezza per un rientro dei dipendenti nei luoghi di lavoro e permettere di agevolare un ritorno nella condivisione e nella creazione di rapporti sociali con le altre persone.

IMPOSSIBILE SI POTREBBE PENSARE.

Eppure questa scelta è già stata ampiamente accettata da ben 15 nazioni nel mondo, inclusa la Gran Bretagna.

MA NON SOLO!

Anche il noto multimilionario nerd informatico Bill Gates sostiene questo progetto, il quale già da prima della diffusione pandemica aveva in mente questa idea di monitorare la popolazione come un Grande Fratello orwelliano che si preoccupa dei suoi cittadini.

Ma è pur vero che rimane tutt’ora uno strumento di adozione volontaria. Ma per quanto ancora? Fin quando si potrà vivere senza l’assoluta necessità di doverla scaricare?

Addirittura sembrerebbe che tra le imprese impegnate nella progettazione ve ne sia una dedicata alla consulenza sportiva, una certa Redstrike, la quale ne avrebbe previsto l’utilizzo per favorire gli ingressi ai vari eventi sportivi.

Altri soggetti coinvolti in questo progetto monumentale vi è la VSTE diretta dal giovane imprenditore Louis-James Davis, da poco dimessosi dalla carica di ambasciatore di scienza e tecnologia dello Zimbabwe per introdurre nuove prospettive di sviluppo sostenibile alle Nazioni Unite.

La nuova tecnologia brevettata funzionerebbe molto meglio di un semplice codice a barre…il Vcode sarebbe in grado di leggere fino a 100 metri e assicura la non hackerabilità – a detta del suo creatore.

CHIARIAMO UNA COSA PERO’

Il fatto di risultare negativo oggi non implica che domani non ci si possa ammalare di Coronavirus per cui appare che l’effettiva praticità di questa nuova invenzione sia ancora da comprendere, anche se sembra evidente lo scopo secondario per cui sia stata ideata…

il tracciamento dei nostri spostamenti come pure la registrazione e catalogazione dei dati personali, non tanto come scelta quanto come imposizione.

 Lascio agli altri la volontà di credere o meno alla mia opinione.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
26/06/2020
Hashtag:
#passaporto #covid19 #nuovetecnologie #invenzioni #app #controllo #sanitario

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