AprileMacerata, lì 28 aprile 2020

“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano)”.

Mi chiedo se chi ci governa si faccia il problema di come faremo con i bambini quando le attività riprenderanno. E mi chiedo, ancora una volta, se possa essere mai possibile che le procedure per accedere a dei (piccoli) benefici possano essere tanto complicate.
Studi di consulenza e associazioni di categoria sono invasi da chiamate.
Tanto lavoro per pratiche lunghe, complicate, che poi conducono a un rimborso irrisorio per le famiglie.

Molti ci chiedono come accedere al bonus baby sitter. Il Decreto Cura Italia ha previsto vari aiuti alle famiglie dei lavoratori che sono in difficoltà a causa della sospensione delle attività didattiche delle scuole per l’emergenza. L’INPS è intervenuta anche con vari chiarimenti, primo fra tutti la Circolare n. 44 del 24 marzo 2020.
E’ disponibile dall’inizio di questo mese la procedura telematica per accedere al bonus, ma vanno considerate talmente tante particolarità, che la stessa pratica diventa un ginepraio in cui districarsi.

Gli artt. 23 e 25 del Decreto Cura Italia prevedono due misure, alternative fra loro, per coloro che hanno figli fino a 12 anni: il congedo parentale straordinario di 15 giorni o il bonus per acquistare voucher baby sitter.

Entrambi gli strumenti sono a favore dei lavoratori dipendenti del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione Separata e i lavoratori autonomi.

Il congedo parentale o indennità è pari al 50% della retribuzione per i lavoratori dipendenti del settore privato ovvero, per i lavoratori autonomi,  pari al 50% di 1/365 del reddito individuato con una determinata base di calcolo (utilizzata per l’indennità di maternità nel caso di coloro che sono iscritti alla gestione separata o per retribuzione convenzionale giornaliera per coloro che sono iscritti ad altre gestioni INPS).

La fruizione è ovviamente riconosciuta ad entrambi i genitori, ma alternativamente.

Il Bonus baby sitter invece consiste nella possibilità di ricevere fino a 600 euro. Il voucher è erogato direttamente dall’INPS, previa domanda da parte del soggetto interessato tramite i canali telematici dell’INPS. Dopo aver fatto la domanda occorre inserire i dati del datore di lavoro e della baby sitter nella sezione del Libretto di Famiglia, per avere l’accredito dell’importo.

Il bonus spetta solo a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito (es. cassa integrazione) e nel caso invece di genitori che non fanno parte dello stesso nucleo familiare, il beneficio sarà riconosciuto al soggetto convivente con il minore.

Ho parlato con varie persone oggi circa tali misure. Comprendo che per molti la questione non è chiara o è troppo complicata da presentare. Vanno valutati molti aspetti in famiglia.

Il caso di Virginia è quello più particolare. Virginia ha due bambini, uno al di sotto dei 12 anni, un altro disabile che ha 14 anni. Lei è una professionista iscritta ad una cassa di previdenza autonoma – ed è fra le attività essenziali, quindi sta lavorando-, il marito è un lavoratore autonomo iscritto alla Gestione INPS commercianti.
Le indico subito che in presenza di figli con handicap in situazioni di gravità (purché iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale) non conta il limite di età dei 12 anni.
Ma in qualsiasi caso lei può fare un’unica domanda per entrambi i figli. I paletti impostati ad oggi dalla cassa previdenza a cui è iscritta non consentono a Virginia di chiedere il sostegno. Possiamo fare la domanda per il marito però. Gli spetterebbe un rimborso di 15 giorni di retribuzione convenzionale.

Mi chiede di quanto si tratta. Mi vergogno quasi io stessa a comunicarle l’importo, ma questo prevede la legge. Al fine di determinare il limite minimo di retribuzione giornaliera per le retribuzioni convenzionali in genere, occorre riferirsi all’art. 1 del DL 402/81, convertito in L. 537/81, che fissa l’importo per l’anno 2020 a € 27,21. Si tratta quindi di € 408,15.

E mi chiede nuovamente…..ma 400 euro per marzo e aprile? In realtà ad oggi il decreto aprile non è ancora uscito, per cui stiamo con la speranza che nel prossimo decreto prevedano ulteriori misure per aprile. Possiamo dire (anche senza affermare in maniera certa) che l’importo in questione riguardi il mese di marzo.

Ma dentro di me questi giorni sto pensando: come pensiamo di ripartire nel lavoro se i bambini sono a casa?

Un mistero tutto da risolvere.

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Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
28/04/2020
Hashtag:
#bonus #agevolazione #babysitter #sostegno #famiglie

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