GiugnoMacerata, lì 3 giugno 2020

“Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell’anima”.

Dai sì…..ce lo chiediamo tutti….come sarà il futuro, come sarà l’economia del futuro?

Il tempo d.Co. (dopo Covid) ci pone un sacco di domande sul futuro sia in termini di incertezze che in quanto a effettiva curiosità su quella che sarà l’evoluzione del nostro mondo.

Siamo più o meno tutti consapevoli che

OCCORRERA’ RIORGANIZZARE IL NOSTRO MODO DI LAVORARE

e cercare nuove idee che ci consentano di essere al passo con i tempi.

Se andiamo a cercare sui motori di ricerca “l’economia del futuro” ci vengono agli occhi varie idee e svariati modelli, dicono, per cambiare il mondo.

Un cambiamento (in qualsiasi ambito) ci mette sempre tanta paura, ma sappiamo anche che, se lo sappiamo sfruttare, diventa una grande opportunità.

Questi giorni sto parlando con tante persone (ora più che mai – sembra strano, vero? – faccio consulenza sulla riorganizzazione aziendale)……

d’altronde non è un segreto che la mia passione è la strategia aziendale!

La chiamano appunto “economia del futuro” e si stanno delineando anche i modelli per cambiare il mondo dell’impresa e quindi delle abitudini del consumatore finale, il modo di concepire il mercato. Se vogliamo sopravvivere…..bisognerà adeguarsi! Non sto parlando di un mondo che cambia in pochi giorni, ma se pensiamo a cosa è successo negli ultimi 20 anni…..potremmo immaginare a cosa succederà nel prossimo ventennio….

Sarà un’economia più sostenibile e ancora più digitale, fondata sui presupposti della condivisione e della circolarità. Condiviso e «circolare».

Come sarà il mondo tra qualche anno?

Circolano tanti nomi English…app economy, sharing economy, subscription economy, green economy, circular economy, blue economy.

Arrivano molte persone da me a rappresentare la loro idea del futuro, molti non hanno idea di come svilupparla, non hanno nemmeno un preventivo e non sanno che prima….sì….è importante dotarsi di un business plan….altrimenti come facciamo a sapere se sta in piedi economicamente?

Ci sono molti fondi per le start up innovative, integrati anche dal decreto Rilancio, ma questo non significa che non vada studiata la sostenibilità del progetto.

La App Economy è quella assolutamente (per me) più interessante. A luglio del 2017 si contavano oltre sei milioni di app e gli esperti sostengono che il giro d’affari delle applicazioni digitali può arrivare a valere oltre 6 miliardi di dollari entro il 2021, con un aumento del fatturato di quasi il 400%. Non è un mistero che nel futuro saremo sempre più connessi e faremo sempre più acquisti in movimento. Ho letto che in media ognuno di noi utilizza, ad oggi, 35 app al mese.

App per fare sport, palestre virtuali, app per fare qualsiasi tipo di acquisto, negozi virtuali…..

Così si consente anche la condivisione (e i beni e i servizi diventerebbero meno costosi) e si sfrutterebbe la tecnologia per costruire mercati virtuali. Questa viene chiamata economia collaborativa…è questa la Sharing Economy……quella in cui si sente parlare anche di crowdfunding e coworking.

Poi c’è tutto lo studio dei nuovi materiali e dei nuovi prodotti riutilizzabili…..di quelli spendibili all’infinito, così che ogni componente possa essere riutilizzato a cascata. Qualcuno parla anche di regenerative design, con prodotti, prototipi e oggetti che possono essere riciclati. Anche per queste idee ci sono molti fondi dell’Unione europea. E’ la Circular Economy, quell’economia che ci consentirebbe di preservare e ottimizzare qualsiasi tipo di capitale, soprattutto quello “umano”.

Qualcun altro arriva con un’idea tipo…quella…

……hai presente Netflix?

Non voglio più che la gente compri, ma che si abboni!

Sgrano un po’ gli occhi ogni tanto quando ascolto tutte queste idee. Ma poi me le spiegano….e sai che sono proprio interessanti? In questo modo si prevede che l’utente, il consumatore finale non debba più acquistare, ma che sottoscriva degli abbonamenti…..una selezione di un ventaglio di offerte ritenute più adatte alle esigenze del cliente. Anche qui studio…..e leggo che oggi l’85% degli europei usufruisca di almeno un servizio in abbonamento. E questa si chiama Subscription Economy, quella che consentirebbe di tenere maggiormente sotto controllo il proprio budget.

Senza parlare di tutte le idee sullo sfruttamento dell’energia rinnovabile, la bioedilizia, la mobilità elettrica, il riciclo, il turismo sostenibile…..la Green Economy!

Sembrerebbe che in Europa il 97% degli investitori vuole allocare i capitali in tecnologie a bassa produzione di carbonio e in beni favoriti dalle politiche per il clima o su aziende che passino alle tecnologie pulite.

Leggendo e studiando la new economy…..mi viene fuori un altro modello…Blue Economy….questo per la verità non mi è mai capitato tra coloro che mi chiedono consulenza! Si ispira al funzionamento degli ecosistemi naturali….l’idea è utilizzare risorse e attività ispirate alla natura e che genererebbero profitti.

Boh…..alcune di queste idee ce le spiegheranno i nostri figli quando saremo vecchi!

Intanto comprendo che è bene che pensiamo a

RIORGANIZZARE IL LAVORO PERCHÉ SIA PIÙ AL PASSO CON I TEMPI

GUAI A FERMARSI AGLI SCHEMI DEL PASSATO!

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
03/06/2020
Hashtag:
#economiadelfuturo #erapostcovid #riorganizzazione #aziendale

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