MarzoMacerata, lì 30 marzo 2020

“Le porte sono sempre aperte per coloro che vogliono davvero oltrepassare le soglie. E’ sufficiente abbassare la maniglia”.
(Hippie)

Cos’è l’unica cosa che nessuno ci potrà portare via? Pensaci a fondo, mi chiedo. Ad eccezione della morte e della malattia, la cui potenza è divina, nessuna persona potrà portarmi via me stessa e la mia mente.

Chissà quante persone stanno pensando a questo!

L’unico bene veramente nostro è allora la mente individuale, che è poi quello di più potente che abbiamo.

Se oggi arrivasse un ladro in casa o, per essere ancora più attuali, se questa pandemia ci riducesse al minimo vitale come in una guerra, cosa ci rimarrebbe? La nostra mente, questa è la verità. Basta pensarci a fondo.

Allora c’è chi tutto il giorno sta a vedere il TG con il numero dei contagiati, c’è chi guarda sempre film, c’è chi gioca tutto il giorno con i videogiochi. Ma se venisse un ladro in casa, cosa prenderebbe? I soldi e tutti i beni materiali di valore. Può portare via la nostra mente?

Bisogna avere l’umiltà, anche (o forse soprattutto) da adulti, di mettersi a leggere e studiare.

Prima di chiedersi come fare una determinata cosa o un determinato lavoro o un determinato investimento, bisogna investire nell’istruzione.

A quanto pare il nostro paese risulta, a livello europeo e non solo, il fanalino di coda, nella classifica degli Stati più avanzati, a livello economico in termini di investimenti sugli istituti scolastici di vari ordini e gradi, non arrivando neanche al 10% di fondi dedicati a questo importante settore, se rapportati alla spesa pubblica totale.

Ad esempio in un’ottica lunga dodici anni, è stato rilevato che per la scuola secondaria è stato registrato un calo di spesa di oltre 2.3 miliardi di euro, decrescita che si osserva anche ai gradi di istruzione superiori. Questo calo degli investimenti non va certo giustificato con il calo delle nascite nel nostro Paese: la spesa rapportata a ciascuno studente è fortemente diminuita sia nella scuola che all’università.
 Un elemento che aggrava questi dati è dovuto anche a un tasso considerevole di studenti che decidono di abbandonare gli studi, che non ottengono la laurea né addirittura il conseguimento del diploma.
E’ vero che ad alti livelli di istruzione corrispondono maggiori livelli di occupabilità, ma è anche vero che in Italia vi sono ancora bassissimi livelli di occupazione per questa categoria di persone.

Dopo i recenti avvenimenti l’UE sta tentando nuovi fronti per garantire l’investimento dell’istruzione e favorire la crescita economica. Proprio il Consiglio dell’Unione Europea ha disposto che tutti gli stati dell’area euro debbono tentare di abbassare i livelli di abbandono scolastico al di sotto del 10% e di assicurare ad almeno il 40% della fascia giovanile compresa tra 30 e 34 anni il completamento degli studi superiori.
Questo per contribuire ad aumentare i livelli di inclusione sociale, garantendo così una diminuzione della povertà e combattendo ogni tipo di discriminazione.

Tra i nuovi obiettivi proposti dal Consiglio sono previste dunque misure di apprendimento sul lungo periodo caratterizzate da istruzione inclusiva, innovazione (inserimento di strumenti digitalizzati), nonché investimenti a sostegno degli insegnanti.

A questo proposito si nota come l’espansione repentina del Covid-19 ha mutato in brevissimo tempo le tradizionali dinamiche formative italiane, portando a un massiccio impiego di dispositivi digitalizzati per garantire a tutti la continuità della formazione, pur restando a casa.

Recentemente infatti, all’interno del Decreto “Cura Italia” è stata inserita una voce per potenziare la didattica a distanza, di cui 10 milioni saranno destinati alle scuole per dotarsi di piattaforme e-learning permettendo l’accessibilità anche a ragazzi disabili.

Un importo di circa 70 milioni sarà invece destinato a coloro che non hanno sufficienti disponibilità economiche, fornendo tutti gli strumenti per poter seguire le lezioni a distanza. Infine circa 5 milioni sono destinati all’adeguata formazione del personale scolastico.

Tutto questo non cancella gli errori che sono stati fatti in questi anni….i tagli alla sanità e quelli all’istruzione non devono essere ammessi in una società civile che si rispetti.

E prima di andare a dormire, mi preparo la mia solita tisana calda: “E’ necessario essere umili per imparare”. Proprio a proposito di quello che ho letto oggi.

Se vuoi sapere come far ripartire la tua attività in tempi di crisi manda un whatsapp al numero 379 1186047, una mia collaboratrice ti richiamerà spiegandoti la mia strategia e come lo studio della crisi e dell’insolvenza mi ha insegnato a curare le aziende.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
27/03/2020
Hashtag:
#istruzione #studiare #formazione #investimenti

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