MaggioMacerata, lì 5 maggio 2020

“L’umanità è giustificata, individualmente o collettivamente, a interferire sulla libertà d’azione di chiunque soltanto al fine di proteggersi”.

Che differenza c’è tra i vari tipi di mascherine? Girano sigle strane e poi chirurgiche, colorate, con filtro, senza filtro. E quali dobbiamo indossare per incontrare i clienti o i fornitori?
Domanda diffusa di questi giorni di inizio Fase 2.
Il mio lavoro è basato su dare informazioni economiche e fiscali, per cui mi informo e cerco di studiare.

E’ indiscusso che la diffusione del Coronavirus ha sviluppato nuove tipologie di problematiche nella relazione con l’altro e una sempre maggiore attenzione a un corretto utilizzo di quello che prima, probabilmente, neanche consideravamo avessero una loro utilità – perlomeno nella nostra vita quotidiana-: le mascherine. Oramai è diventato un argomento del quale se ne parla di continuo ma concretamente sappiamo cos’è una FFP2? Perché si chiama così e cosa la differenzia da una mascherina chirurgica?

Nell’ambito degli interventi effettuati dagli operatori abilitati al primo soccorso è bene saper distinguere le varie tipologie in essere per saperne riconoscere le corrette modalità di utilizzo. Nello specifico le mascherine costituiscono uno degli elementi che garantiscono l’autoprotezione e prevengono dunque eventuali rischi infettivi per via aerea.

Sappiamo che l’esposizione ad agenti patogeni può provocare delle alterazioni e delle conseguenze negative nell’organismo ospite. Ora senza soffermarsi su spiegazioni tecniche sulla differenza tra batteri, spore e virus, vorrei sottolineare l’importanza di conoscere questi dispositivi di protezione individuale per proteggere le vie respiratorie dalla trasmissione  di infezioni.

Parlando con gli operatori del settore scopro informazioni importanti.
La mascherina di base è quella chirurgica che può essere di carta o in stoffa, la quale in realtà ha la sola funzione di proteggere gli altri dalla propagazione dei nostri fluidi biologici (cioè le famose goccioline emesse quando starnutiamo). Malattie da considerare come trasmissibili per via aerea sono la TBC (tubercolosi), la varicella e il morbillo.
Qualora si sia in contatto con pazienti affetti da una di queste malattie, è importante che il malato indossi la mascherina chirurgica appunto, mentre il soccorritore dovrebbe indossare quella facciale filtrante (di tipo 2). In altre parole la mascherina chirurgica non protegge chi la indossa!! Ha l’80% delle possibilità di essere infettato.

Da qui cerco di capire il significato delle maschere filtranti FFP. Qual è il significato dell’acronimo? Deriva dall’espressione inglese Filtering FacePiece che appunto indica la funzionalità di questo dispositivo – letteralmente facciali filtranti.

Scopro inoltre che esistono tre tipi di FFP che vanno in base alla capacità filtrante di particelle nocive e che possono essere dotate o meno di valvola frontale: quella di tipo 1, quella di tipo 2 e infine quella di tipo 3.

La FFP1 viene utilizzata nel caso di contatto con polveri e liquidi che non possiedono un livello di tossicità particolare. Di conseguenza indossare queste mascherine non comporta la  contrazione di malattie, ma solo una possibile irritazione delle vie respiratorie. Tali dispositivi presentano un potere filtrante di circa l’80% e sono adatte all’uso nei settori edile e alimentare.

La FFP2 invece protegge le vie aeree da sostanze chimiche sotto forma di polveri, fumi (es. smog) e aerosol- sostanze disperse in gas – liquidi e solidi che causano un danno alla salute proteggendo chi le indossa anche dall’inquinamento. La capacità di filtraggio arriva al 94% e sono tipiche degli ambienti di lavoro metallurgico o minerario.

Infine c’è la FFP3, la mascherina con potere filtrante più elevato, utilizzata per chi lavora a contatto con agenti particolarmente nocivi alla salute, sostanze cancerogene (come l’amianto) e sostanze radioattive oltre che fornire una difesa contro microrganismi patogeni. La percentuale di protezione garantita è pari a 99%.

La conclusione a cui sono giunta è quindi che le migliori mascherine per difendersi da contagi sono quelle di tipo 2 e di tipo 3, ma sono difficili da trovare e con esse è difficile respirare.

Fatta breve, mi pare di capire……ci sono i pro e i contro in ogni tipo di mascherina. Ci affidiamo alla provvidenza.

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Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
05/05/2020
Hashtag:
#mascherine #chirurgica #ffp #filteringfacepiece

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