MarzoMacerata, lì 5 marzo 2020

Giorni difficili, se ascolti il TG oppure ti metti a leggere nei social, ti viene un’ansia incredibile, soprattutto perché non si riesce a comprendere bene la pericolosità di questi virus. Ci sono tantissime fake news, c’è chi sostiene che se vieni contagiato, rischi quasi di morire, c’è invece chi ne parla come se fosse una semplice influenza. La verità è che forse nemmeno gli esperti sanno bene di cosa si tratti. Le uniche certezze che abbiamo è la confusione, il panico e il tracollo economico di ogni settore. Non è molto piu’ incoraggiante andare in giro, perché le persone parlano solo di questo e ogni evento, ogni manifestazione, ogni incontro…è tutto annullato. Una tristezza infinita. La mattina a volte faccio fatica a vestirmi, un po’ perché lascio i figli a casa e un po’ perché uscendo di casa mi chiedo se tornerò sana.

Stamattina sono stata di nuovo in Tribunale per un’altra testimonianza come consulente tecnico di parte per una perizia eseguita nell’ambito di un procedimento penale. Si tratta di un ente non commerciale (un’associazione di volontariato) che è stato considerato una società di fatto, in forza di un’ipotetica attività globalmente svolta da vari organi accertatori. Questi ultimi hanno ripreso a tassazione i redditi conseguiti e non dichiarati dall’ente, ritenendo che questo avesse sottratto gli importi positivi di reddito a tassazione ai fini IRES, IRAP e IVA. Da tutto questo era partito un processo penale a carico dei presunti soci per superamento delle soglie IRPEF di evasione. L’assurdità di tutto questo è che l’accertamento è stato fatto per IRES, IRAP e IVA! Mai l’ente o meglio i presunti soci hanno ricevuto un accertamento ai fini IRPEF. Sembra assurdo? Sembra assurdo che un procedimento penale sia partito per qualcosa che non esiste? Forse, ma purtroppo è così. Sembra assordante, eppure la professione mi ha insegnato il terrore di doversi andare a difendere per qualcosa che non esiste. Ma credo fermamente nella giustizia.

La perizia poi verte sul fatto che gli organi accertatori non hanno preso in considerazione gli elementi passivi dell’associazione.

Ebbene sì, i costi non sono stati considerati. Ed è quindi ovvio che calcolando le imposte solo sugli incassi, senza considerare i costi, l’importo accertato è stato enorme.

Qual è stato l’errore più grande dell’associazione? Quello di non tenere in maniera precisa e corretta la contabilità. Molto spesso le associazioni e gli enti non commerciali in genere non tengono in considerazione l’importanza di una corretta amministrazione. Ad un eventuale controllo però incappano nella quasi incapacità di potersi difendere nell’immediato, proprio perché non hanno fatto quello che dovevano fare.

Sono uscita dal Tribunale molto soddisfatta. La mia testimonianza è stata una specie di “arringa” oggi. E la cosa più bella che posso evidenziare è che il Giudice ha ascoltato ogni mia singola parola. Il premio per il mio lavoro non è solo economico, è far capire in maniera tecnica ma semplice, quella che è la verità. E il regalo più grande è, in ogni caso, vedere un magistrato che fa con passione il suo lavoro e cerca di comprendere concetti prettamente economici e fiscali.

Pomeriggio trascorso a leggere, a studiare, ad aggiornarmi.

Se vuoi sapere come far ripartire la tua attività in tempi di crisi manda un whatsapp al numero 379 1186047, una mia collaboratrice ti richiamerà spiegandoti la mia strategia e come lo studio della crisi e dell’insolvenza mi ha insegnato a curare le aziende.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
05/03/2020
Hashtag:
#ctp #associazionedivolontariato #consulenzatecnicadiparte #processopenale #accertamento #perizia

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