MaggioMacerata, lì 7 maggio 2020

“È la capacità di innovare che distingue un leader  da un epigono”.

Un’idea che crea un nuovo mercato si chiama “disruptive”. Il 90% delle start-up fallisce perché non parte da un’innovazione. Ma come viene questa idea? E’ meglio non cercare di farsi venire un’idea. Piuttosto va cercato un problema e va trovato un modo per risolverlo.

Canone di locazione. Tante domande su questo. Perché è un costo fisso.
Per le imprese è difficile pagare i costi fissi avendo l’attività sospesa.
E su questo nascerà un contenzioso non indifferente, anche se l’impossibilità sopravvenuta di pagamento dei canoni è piuttosto chiara e ben dimostrata.

Monica e Vania stanno creando una piattaforma per gestire l’erogazione di un servizio, il cui mercato al momento sembra saturo. La loro prima domanda è se ci sono fondi che le potrebbero sostenere nella fase di inizio.

Misure per la crescita del nostro paese… forse non tutti si ricordano del Decreto Crescita 2.0 del 2012 ma ha introdotto una neo formula per avviare un’impresa. Sto parlando della start up innovativa.

Monica e Vania sono due amiche dai tempi dell’università, si sono laureate in informatica e hanno tante idee nella mente da mettere in pratica.

“Ma che significa start up innovativa?”

Questa nuova tipologia di impresa che può assumere la forma di Srl, Srls, Spa, Sapa, o cooperativa, si caratterizza per l’elemento di arricchimento dei processi digitali, offrendo cioè beni o servizi innovativi e perfezionati dal punto di vista tecnologico che possono impattare positivamente nel mercato nel quale intendono lavorare, rispondendo a un impellente bisogno collettivo che non ha ancora trovato riscontro.
Si tratta di introdurre nuovi macchinari, software innovativi  oppure di modificare processi e tecniche di gestione del lavoro.

“Quali sono i passi che dobbiamo seguire per aprire questo tipo di attività?”

Trattandosi di una società, essa deve risultare necessariamente nel Registro delle Imprese, nella sezione a essa dedicata rispettando degli specifici requisiti.
In primis la start-up per poter essere “innovativa” non deve essere stata costituita da più di 5 anni e la sua sede legale deve risultare in Italia oppure può essere localizzata in un’altra località in Europa, purché vi sia una filiale con base nel nostro Paese.
Poi occorre rispettare i requisiti relativi all’oggetto sociale: scopo della società è la produzione di beni o servizi che abbiano un qualche impatto innovativo a livello tecnologico.
Questo è il solo fine che può avere la start-up innovativa per essere chiamata tale.

Inoltre la normativa specifica che il valore risultante della produttività non deve essere superiore ai 5 milioni di euro annui con l’appunto che gli utili non possono essere distribuiti.
E’ importante infine che la società non sia il prodotto di una fusione, di una cessione aziendale o di una scissione societaria – ossia, per farla breve, non deve essere il prodotto di un’attività già esistente.

Dunque la start-up è innovativa non solo da un punto di vista produttivo ma anche aziendale!

“C’è un’altra cosa che dovreste però sapere. Per poter costituire una start-up è necessario che rispettiamo almeno uno dei tre requisiti che adesso ti espongo”.

Il gruppo di lavoro deve essere composto da persone altamente qualificate: almeno 1/3 di queste deve aver conseguito un dottorato di ricerca oppure almeno 2/3 devono aver conseguito un diploma di laurea magistrale.

Alternativamente un altro aspetto da tenere in considerazione sono le spese dedicate al settore della Ricerca e Sviluppo (business plan, sperimentazione, sviluppo di prototipi ecc) che devono essere pari almeno al 15% di un importo che è parametrato al valore più alto tra costi e valore di produzione totale.

Terzo requisito alternativo è quello di essere titolare di un brevetto registrato per tutti i tipi di invenzione e scoperta nell’ambito industriale, biotecnologico, materiali semiconduttori o vegetali.

“Una volta che hai questi requisiti puoi procedere all’iscrizione al Registro delle Imprese dichiarando l’inizio attività”.
La procedura può essere fatta anche online tramite il sito della Camera di Commercio in modo da avere lo Statuto e l’Atto Costitutivo già preimpostato.

Il vantaggio di essere iscritto nella sezione speciale del Registro delle Imprese offre numerose agevolazioni in ambito fiscale, a partire dai minori oneri di costituzione (tali società infatti non sono chiamate a pagare l’imposta di bollo o i diritti di segreteria o il diritto annuale alle Camere di Commercio).
L’unica imposta da pagare all’inizio è quella di registrazione fiscale all’Agenzia delle Entrate che ha un costo pari a € 200. Si può usufruire di questa esenzione fino al quinto anno di iscrizione nel Registro delle Imprese.

C’è un altro discorso ancora, ovvero l’opportunità di accedere al crowdfunding. E ci sono poi parecchi bandi aperti per ottenere finanza agevolata.

“Ma facciamo una cosa, intanto acquistate un libro sulle start-up o vi leggete qualcosa su internet, cercate di elaborare l’idea che vi ho dato e poi fissiamo un altro appuntamento per parlare di raccolta fondi.”

Vania e Monica sono molto soddisfatte e mi dicono una bella frase: “Ohhhh finalmente Fabiola, finalmente abbiamo trovato qualcuno che ci ha dato un’idea da cui poter partire!”

Sono contenta anche io di questo incontro. Una grande soddisfazione quando vedi la luce negli occhi dei clienti, soprattutto quando si tratta di ragazzi alle prime armi con i concetti di impresa.

Se vuoi sapere come far ripartire la tua attività in tempi di crisi manda un whatsapp al numero 379 1186047, una mia collaboratrice ti richiamerà spiegandoti la mia strategia e come lo studio della crisi e dell’insolvenza mi ha insegnato a curare le aziende.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
07/05/2020
Hashtag:
#innovative #startup

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Le indicazioni che troverete in questo sito non possono essere considerate consulenze professionali, ma semplicemente la trattazione di una normativa o di un caso di studio specifico.

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