MaggioMacerata, lì 8 maggio 2020

“Dai a ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita”.

Se un privato volesse vendere alcuni suoi beni, il ricavato costituirebbe reddito? Sembra una domanda così sciocca per noi commercialisti, eppure parlando con le persone ti rendi conto che non lo è.

Ora che siamo entrati nella fase 2 posso approfittare per sbrigare alcune commissioni a Roma. Mi ferma Dino, il parcheggiatore, che mi chiede informazioni sul fatto che egli sta vendendo su internet alcuni suoi beni personali. Mi rendo conto che in tempo di crisi, si tende a disfarsi di cose che non si utilizza più per farci qualche piccola cifra. Non c’è niente di male, si chiama sopravvivenza. Gli è capitato di vendere un suo bene anche ad un’azienda e questo lo ha messo in confusione.

“Oh dottore’…..mi dice col suo fare scherzoso…..io non c’ho una partita IVA….come vendo il mio trattorino ad un’azienda?”

Chi dice che un privato non possa vendere un bene, specialmente ad aziende?  Perché privarsi di risparmiare qualche soldo, specialmente in un momento come questo? Anche per chi non possiede la partita IVA è possibile farlo.

Chiedo a Dino innanzitutto se è vero che vende beni suoi…..”mica lo farai come attività in nero, vero?”

“No dottore’…..veramente mi sto vendendo delle cose che non utilizzo più e questo mi aiuta ad avere sulle mani qualche soldo in più per far studiare mio figlio”.

Va bene Dino, allora parliamone.

La società interessata all’acquisto pagherebbe tramite bonifico e chiede la fattura. Trattandosi però di un privato è chiaro che ciò non è possibile, dunque deve emettere un altro tipo di documento che possa giustificare la spesa sostenuta dall’azienda da registrare poi in contabilità.

“Ma come faccio a produrre un documento del genere?”

Partiamo dal presupposto che occorre prima capire che tipo di bene viene ceduto. Nel caso si tratti di beni immobili è chiaro che non basta un semplice foglio scritto dal privato, ma è necessario che intervenga un notaio.
Se parliamo invece di beni quali uno scaffale, un armadio oppure una scrivania basta fare una dichiarazione nella quale vanno riportati  i dati del privato (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo) che vende il bene, una descrizione di ciò che viene ceduto inclusivo del prezzo e infine i dati relativi all’azienda che acquista il suddetto bene.
Nel documento occorre aggiungere inoltre la dicitura “l’operazione non è soggetta ad I.V.A. ai sensi degli artt. 1, 2, 4 e 5 del D.P.R. 633/1972”. Bisogna poi aggiungere la data e la firma del cedente che rilascia tale ricevuta.
A tale documento (originale) va inoltre applicata una marca da bollo del valore di € 2 nel caso in cui l’importo sia maggiore o uguale ad € 77,47.

Quindi ecco, la procedura è piuttosto semplice! Non c’è alcuna legge che vieti questo tipo di transazione, un’azienda è liberissima di poter acquistare un bene di un privato.

L’unico appunto che viene fatto è che l’acquisto deve risultare provato, preferendo l’utilizzo di mezzi tracciati (es. bonifico o assegno), soprattutto nel caso si tratti di cifre piuttosto elevate.

“Ma se io sono un privato non devo metterci l’IVA giusto?”

Essendo questa una vendita di tipo occasionale effettuata da un privato si tratta di un’operazione esente da imposizione IVA. Oltretutto aggiungo che non essendo essa applicata (l’IVA è già stata pagata da Dino in fase di acquisto) l’azienda non potrà portarla in detrazione perché non inserita nella ricevuta. L’azienda acquirente potrà invece imputarla tra i costi ovvero tra i cespiti ammortazzibili (se si tratta di un bene ad utilizzo pluriennale).

Dino mi chiede di spedirgli un prototipo di ricevuta. Gli chiedo la mail e gli aggiungo che lo faccio gratis solo perché sono soldi che servono a far studiare il figlio! Dino lo sa che scherzo….e che lo faccio volentieri…

Continuo le mie commissioni…..anche a Roma il traffico ha ripreso a circolare, tutti con la mascherina, la maggior parte dei negozi chiusi….non ho mai visto la città così…e mi viene un po’ di tristezza. Mi accompagna però una temperatura sempre gradevole. E’ piacevole tornare un po’ ai vecchi ritmi.

Se vuoi sapere come far ripartire la tua attività in tempi di crisi manda un whatsapp al numero 379 1186047, una mia collaboratrice ti richiamerà spiegandoti la mia strategia e come lo studio della crisi e dell’insolvenza mi ha insegnato a curare le aziende.

Diario di:
una Dott. Comm.
Macerata:
08/05/2020
Hashtag:
#vendita #beni #privato #azienda

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