GennaioPerugia, lì 29 gennaio 2020

Sto tornando a casa in treno questa sera e mentre ascolto della musica per passare del tempo, ripenso a quanto sia importante comprendere il bilancio in tutte le sue parti, ma soprattutto l’aspetto relativo alla sua componente finanziaria. E’ infatti un aspetto che si riflette anche nella realtà micro del management aziendale. Il rendiconto finanziario rappresenta uno strumento importantissimo per l’analisi degli impieghi e delle fonti di finanziamento, permettendo di rilevare l’aspetto economico delle imprese sottolineandone la capacità di generare cash flow. Molte aziende purtroppo, penso e mi dispero, non si rende conto dell’importanza della programmazione finanziaria.

L’analisi concernente il cash flow (ovvero quella dei flussi monetari) avviene attraverso la costruzione del rendiconto finanziario, il quale mette in luce sul piano pratico la gestione aziendale su cui l’imprenditore pone la propria attenzione, in particolare sulla componente della liquidità. E’ indispensabile avere una corretta visione delle disponibilità monetarie dell’azienda (banca e cassa in particolare).

Come detto sopra, per la redazione adeguata del rendiconto finanziario vengono valutati, tecnicamente parlando, due fattori: gli impieghi e le fonti.

Gli impieghi sono determinati dall’aumento delle attività o dalla riduzione delle passività; le fonti, al contrario, sono date dal decremento delle attività o dall’incremento delle passività. 
Come faccio a calcolare questi due aspetti? Basta sommare i saldi contabili dello stato patrimoniale confrontando due bilanci consecutivi e prendendo in considerazione solo quelle voci che hanno avuto un riscontro monetario. In tal modo si riesce a comprendere effettivamente quali siano stati gli impieghi di risorse e le fonti finanziarie di ciascun anno.

Quindi per una corretta analisi di un rendiconto finanziario occorre prima di tutto effettuare una riclassificazione dello stato patrimoniale da un punto di vista puramente finanziario.
Si prosegue poi con il confronto della situazione di due anni consecutivi tra loro e si calcolano le variazioni grezze. Ad esempio quando si effettua una rivalutazione è possibile che emerga un aumento delle attività. In questa circostanza si apporta una rettifica che permette di correggere ed equilibrare i valori riscontrati sul piano contabile.

Dopodiché si procede analizzando le variazioni finali degli impieghi e delle fonti e si conclude infine con l’interpretazione delle variazioni di flusso monetario. Per una corretta rappresentazione del cash flow è possibile utilizzare due tipi di schemi, tra cui le imprese possono scegliere per meglio raffigurare i propri movimenti.

E’ necessario considerare il rendiconto finanziario non tanto come un semplice metodo contabile, ma come una risorsa che permette di determinare in maniera chiara ed efficace le dinamiche finanziarie che si hanno all’interno di un’impresa, sia a preventivo che a consuntivo, e così capire quali siano i potenziali rischi che possono intaccare lo stato patrimoniale e reddituale aziendale.

Sono parolone tecniche, ne sono consapevole, ma la domanda che oggi ho fatto ad un mio cliente è: “Hai la visione prospettica finanziaria da qui a 6 mesi? Sai quanti incassi devi fare (divisi mese per mese) per riuscire a coprire tutti gli impegni di pagamento che hai?”

No, mi ha risposto di no. E allora è assolutamente importante impostare questo aspetto all’interno della sua azienda.

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Diario di:
una Dott. Comm.
Perugia:
29/01/2020
Hashtag:
#redazione #rendiconto #finanziario

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