NovembreRoma, lì 05 novembre 2020

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“Attira la fortuna chi si rende conto di quella che ha già.

…reato o non reato

Mattinata grigia stamane e più fredda rispetto a ieri, segno che ci stiamo addentrando all’inverno.

Prima di preparare le cose per recarmi a Roma, ho ascoltato i notiziari per capire se era variata la situazione rispetto a ieri – giusto per capire se potevo o no recarmi nel Lazio per lavoro!

Arrivata in ufficio, incontro un collega e tra una chiacchierata e l’altra ci addentriamo nel discorso del reato di indebita compensazione dei crediti d’imposta.

REATO DI COMPENSAZIONE

In cosa consiste?

Si tratta di un reato penale che compare quando il contribuente non versa le imposte dovute con il modello F24, mettendole in compensazione come crediti d’imposta inesistenti o non spettanti per valori superiori a 50mila euro.

Per chi non lo sapesse la compensazione può essere di due tipologie principali:

  • orizzontale quando è relativa ai debiti e ai crediti delle imposte (tasse, sanzioni, contributi ecc.) eseguiti con modello F24;
  • verticale riguarderebbe invece la traslazione di un credito al periodo successivo per ridurre, attraverso il meccanismo della detrazione un debito sorto o che spunterà fuori in quello stesso periodo.

SALVARSI DAL PATIBOLO

L’attestazione difensiva della violazione supposta non basta per dichiararsi esenti dalla responsabilità penale nel caso in cui gli sia già stata contestata l’insussistenza del credito che sarebbe stato usato in compensazione. Essenziale sarebbe una formale giustificazione del mancato versamento trasformato in compensazione tra le somme dovute al Fisco e i crediti verso il contribuente che effettivamente non gli spettano o non ci sono affatto.

Ed è proprio l’azione della compensazione a compiere un distinguo tra il reato in esame e la semplice omissione del versamento.

CREDITO INESISTENTE E CREDITO NON SPETTANTE

Teniamo presente inoltre la sottile linea rossa esistente tra credito non spettante e credito inesistente che spesso sono oggetto di equivoci.

Come indica il termine stesso si parlerà di credito inesistente nel caso in cui il credito non sia riscontrabile attraverso i dovuti controlli oppure sia privo dei dovuti presupposti costitutivi.
La seconda variante invece, presuppone che ci sia in essere una posizione creditoria, definita e quantificabile, che per legge non possa essere utilizzata entro i termini indicati o addirittura non possono essere più utilizzati da parte del contribuente.

Viceversa i crediti spettanti sarebbero il risultato delle dichiarazioni e delle denunce dei redditi effettuate periodicamente dal soggetto.

Ecco che la responsabilità sarà più o meno grave a seconda della fattispecie commessa; sicuramente la presenza di un reato per credito inesistente sarà più gravosa rispetto a un mancato versamento delle imposte.

Dato che a quest’ora i locali sono tutti chiusi, credo proprio che inizierò a leggere il libro che mi è stato regalato da mia figlia ma che non ancora avuto modo di incominciare, “Memorie di una geisha” …chissà di cosa parla. Il titolo sembra intrigante!

Diario di:
una Dott. Comm.
Roma:
05/11/2020
Hashtag:
#inesistenza #nonspettanza #credito #indebita #compensazione #dichiarazione

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